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Cara, Governo stanzia 3milioni per i Comuni
Due commissioni per ridurre tempi d'attesa

Salvo Catalano

Cronaca – Il Parlamento approva il finanziamento, contenuto nella legge di stabilità, per i paesi su cui insiste il Centro per richiedenti asilo più grande d'Europa. La fetta più grande toccherà a Mineo, il cui sindaco, Anna Aloisi, è anche presidente del consorzio Calatino Terra d'accoglienza, che gestice il Cara. «Investiremo sui servizi», sottolinea il primo cittadino. Previsto anche il ritorno dell'esercito nelle strade e la riduzione della capienza massima a 3mila unità

Il Governo stanzia tre milioni di euro per il Consorzio dei Comuni Calatino terra d'accoglienza che amministra il Cara di Mineo e due nuove commissioni per esaminare le richieste di asilo degli immigrati, si aggiungono a quella già esistente. Riparte inoltre il progetto Strade sicure per cui l'esercito controllerà le strade limitrofe al Centro di accoglienza, che non dovrà superare i 3mila ospiti. Sono queste le novità annunciate stamattina nel corso di una conferenza stampa al centro direzionale della Provincia in via Nuovaluce, a cui hanno partecipato Anna Aloisi nel doppio ruolo di sindaco di Mineo e presidente del Consorzio dei Comuni , Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole e il direttore del Cara, Sebastiano Maccarrone. I fondi, stanziati dalla legge di stabilità recentemente approvata dal Parlamento, saranno messi a disposizione del territorio. La gran parte delle risorse andrà al comune di Mineo come forma di risarcimento, che dovrebbe essere investito nei servizi pubblici e che mira a placare la rabbia dei cittadini, soprattutto dopo le proteste di questo mese.

«Non siamo più 5mila, ma 9mila - spiega il sindaco del comune etneo - e dobbiamo far fronte a maggiori servizi: la pulizia delle strade è più complicata, mentre la bambinopoli e la scuola vengono usate anche dai bambini e dai ragazzi del Cara. Investiremo i finanziamenti su queste cose». Concetto ribadito anche da Castiglione: «In una situazione come questa servono nuove politiche sociali, culturali, sanitarie e scolastiche». Le due nuovi commissioni territoriali chiamate a dare risposta alle richieste di asilo degli immigrati, avranno sede a Catania e si aggiungeranno a quella già esistente a Siracusa. «Tutte e tre - promettono le istituzioni - lavoreranno esclusivamente sul Cara di Mineo». L'obiettivo è ridurre i tempi medi di attesa, che attualmente si attestano ad un anno. Di nuove commissioni si parla già da diversi mesi, senza risultati. «Ma questa - sottolinea Aloisi - non è solo una promessa, entro una settimana verranno nominati i funzionari e si metteranno a lavoro». Tempi brevi anche per il ritorno dei militari attorno al Centro di accoglienza con il progetto Strade sicure, che era stato sospeso con la fine dell'emergenza nord Africa. E' questa la risposta delle istituzioni alla richiesta di maggiore sicurezza che viene dagli agricoltori, che denunciano il danneggiamento delle campagne e i furti di agrumi.

«Con queste misure verrà superato l'unico motivo che ha incrinato il rapporto tra ospiti del Cara e cittadini di Mineo, cioè le recenti proteste», annuncia il primo cittadino, prima di elencare i pregi del Cara, definito anche da Castiglione, «un fiore all'occhiello di cui vantarsi. Vogliamo - ha aggiunto il sottosegretario - che tutte le strutture di accoglienza in Italia siano come questa». Le proteste a cu isi riferisce il primo cittadino sono quelle del 19 e 20 dicembre, quando un folto gruppo di richiedenti asilo hanno fatto sentire le loro lamentele fino a Palagonia e lo stesso paese di Mineo. In quell'occasione il sindaco Aloisi aveva dichiarato a CTzen che «cittadini armati, capeggiati dall'opposizione, stavano occupando il Comune». Oggi rettifica parzialmente quanto detto. «Mi trovavo dal prefetto e molte notizie mi arrivavano telefonicamente - spiega - C'era panico e confusione. I cittadini erano arrabbiati e alcuni giovani si sono sentiti in dovere di difendere il paese, ma al Comune non c'erano armi, né spranghe». Aloisi è allo stesso tempo sindaco di Mineo e presidente del consorzio dei Comuni Calatino Terra d'accoglienza, che fa parte dell'Associazione temporanea d'imprese che gestice il Cara. Un doppio ruolo che potrebbe dar luogo a un conflitto d'interessi. «Al contrario - replica la diretta interessata - così sono stata più incisiva, ottenendo le nuove commissioni. E poi ho sempre sostenuto di essere d'accordo con la presenza del Centro».

Nei giorni di protesta gli immigrati hanno elaborato una piattaforma di richieste da presentare al prefetto e che sono state discusse il 27 dicembre dai rappresentanti delle varie comunità presenti nel Cara insieme a uomini della Questura di Catania e alla direzione del Cara. Quest'ultima in una nota fa sapere che «il Prefetto ha risposto con rassicurazioni sulla indipendenza e autonomia delle decisioni della commissione, in cui sono rappresentati diversi enti tra cui l'Unhcr». La richiesta degli immigrati di ricevere, come accadeva durante i mesi dell'emergenza Nord Africa, 500 euro al momento della dismissione dal centro, è stata inoltrata al Governo, «perché - si legge nella nota - si tratta di una decisione ministeriale». Infine, per quanto riguarda il pocket money giornaliero di 2 euro e 50 centesimi che gli ospiti del Cara chiedono di avere in forma monetizzata, Giovanni Ferrera, direttore del Consorzio Calatino Terra d'Accoglienza, subordina la decisione al rinnovo del contratto triennale con la società di gestione. In quel momento, sottolinea, si verificherà «se inserire un diverso modus operandi nel capitolato d'appalto».

L'appalto vinto dall'Associazione temporanea di imprese guidata dal Consorzio Sisifo, prorogato lo scorso settembre, scade tra pochi giorni, il 31 dicembre. A Lampedusa, dopo il video denuncia del Tg2, lo stesso consorzio Sisifo, che controllava il Centro di accoglienza dell'isola tramite la Cooperativa Lampedusa accoglienza, è stato esautorato. Cosa accadrà a Mineo? «Verrà fatta una nuova gara con tutti i criteri previsti dalle normative, nel modo più trasparente e legale possibile», annuncia il sindaco Aloisi. Ma del bando, al momento, non si ha notizia. Castiglione ha invece sottolineato l'accordo siglato tra ministero dell'Interno e consorzio gestore sulla capienza massima del Cara che non dovrà superare le 3mila unità. «Anche se - ha specificato il sottosegretario - nei momenti di emergenza decide il Governo». Aumentano, infine, i posti a disposizione nei centri Sprar, considerati da molte associazioni che lavorano nel campo dell'immigrazione, l'alternativa migliore ai Cara. A livello nazionale passano da 2mila 800 a 16mila posti, a seguito della legge di stabilità.