Experia, Licandro e il film della discordia
Botta e risposta tra gli attivisti e l'assessore

Redazione

Cronaca – Un evento coordinato dagli ex occupanti del centro nell'Antico Corso ha contrapposto gli organizzatori e l'esponente della giunta Bianco. «Il Comune di Catania, nega l'autorizzazione per svolgere una proiezione di un docu-film sul Muos e dei video di controinformazione sui massacri compiuti dal governo ucraino», attaccano. «Polemica assolutamente pretestuosa», ribatte Licandro

Botta e risposta tra il Comitato di solidarietà con l'Ucraina antifascista etneo e l'assessore alla Cultura Orazio Licandro. Motivo del contendere, l'autorizzazione - richiesta per oggi - per proiettare il documentario Fronte Italia: partigiani del 2000 di Fulvio Grimaldi sulle vicende legate alle lotte No Muos e No Tav. Un evento organizzato per stasera in via Sant'Elena, nel quartiere Antico Corso, dagli ex occupanti del centro Experia. «Il Comune di Catania, nega l'autorizzazione per svolgere una proiezione di un docu-film sul Muos e dei video di controinformazione sui massacri compiuti dal governo ucraino, appoggiato dalla Nato, nei confronti delle popolazioni dell'est del paese», attaccano gli organizzatori in un comunicato. «Polemica assolutamente pretestuosa - ribatte Licandro - creata, diffusa e poi sopita dagli stessi autori in cerca di visibilità».

L'assessore, che parla di «accuse infamanti» chiede ironicamente se «la classica botta di calore è un'arma del capitale? E, ancora, il sole estivo è di destra o di sinistra?». Una provocazione, però, non raccolta dalle associazioni che organizzano l'evento. «Noi poniamo il problema politico: in questa città si fanno le cose più incredibili, si autorizza qualsiasi cosa», afferma Silvio Indice riferendosi alle polemiche sul corteo previsto per sabato pomeriggio organizzato da Forza nuova. La richiesta per la proiezione, spiega, è stata negata sulla base di alcune lamentele pervenute agli uffici comunali la scorsa settimana in occasione di un altro evento. «Vorremmo sapere cosa ne pensa l'assessore di questa iniziativa - prosegue Indice - e del fatto che vengano organizzati eventi nelle chiese che fanno ben più rumore». E, conclude, «anziché chiedere "cos'è", informarsi, si nega».