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Metropolitana, dieci rinvii a giudizio
A processo imprenditori e funzionari Fce

Redazione

Cronaca – Il gip Maria Paola Cosentino ha accolto la richiesta dei sostituti procuratori Agata Santonocito e Antonino Fanara, rinviando a giudizio dieci imputati nell'inchiesta per la realizzazione dei tratti Borgo-Nesima e Giovanni XXIII-Stesicoro, dove sarebbe stato usato cemento depotenziato. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa aggravata, falso e frode nelle pubbliche forniture. Compariranno davanti ai giudici Santo Campione, amministratore delegato della Sigenco, Tuccio D’Urso, all’epoca direttore dell’ufficio speciale emergenza traffico, e uomini del ministero del Lavoro

Sono stati rinviati a giudizio dieci imputati nell'inchiesta sui lavori alla metropolitana di Catania, in particolare relativi ai tratti, ancora in costruzione di Borgo-Nesima e GiovanniXXIII-Stesicoro. Il gip Maria Paola Cosentino ha quindi accolto la richiesta dei sostituti procuratori Agata Santonocito e Antonino Fanara. Le richieste di rinvio a giudizio erano dodici, ma è stata stralciata la posizione dell'imprenditore Enrico Maltauro, coinvolto nelle indagini su Expo 2015, e Giuseppe Chiofalo, ex capo della segreteria tecnica del sottosegretario ai Trasporti Raffaele Gentile. Entrambi erano accusati ci corruzione. Gli atti erano stati trasferiti a Messina per competenza. Per tutti gli altri le accuse a vario titolo sono di truffa aggravata, falso e frode nelle pubbliche forniture. Per realizzare i nuovi segmenti della metropolitana sarebbe stato usato cemento depotenziato o di qualità inferiore rispetto al capitolato d'appalto. Il processo inizierà il 10 novembre davanti la seconda sezione penale del Tribunale di Catania.

Coinvolti imprenditori, funzionari della Ferrovia Circumetnea, professionisti privati e uomini del ministero del Lavoro. In particolare Santonocito e Fanara avevano chiesto il rinvio a giudizio per Santo Campione, amministratore delegato della Sigenco, la ditta capofila del consorzio Uniter che si è aggiudicato l’appalto, accusato di truffa e frode; Tuccio D’Urso, all’epoca direttore dell’ufficio speciale emergenza traffico, accusato di falso; per truffa e frode Salvatore Innocente, capo cantiere della tratta Borgo Nesima, Salvatore Forzese, capo cantiere della tratta Giovanni XXIII-Stesicoro, Antonino Millazzotto, direttore tecnico della Sigenco e Salvatore Fiore, dirigente tecnico e direttore dei lavori della Ferrovia Circumetnea.

Accusata di falso Elena Molinaro, dirigente del dipartimento del ministero dei Trasporti. In riferimento al crollo del tratto di carreggiata in via Bolano, sono accusati di disastro colposo, Roberto De Pietro, nella qualità di coordinatore pianificazione della Fce, Santo Campione e Salvatore Innocente.