L'Enpa sul laghetto del teatro romano
«Sindaco, è una sua responsabilità»

Claudia Campese

Cronaca – «L’Europa ci guarda e ci sanziona. Il mondo ci guarda e ci sparla». Così Stefania Raineri, dell'Ente nazionale protezioni animali, interviene sul progetto di perforazione del bene archeologico etneo per rimuovere lo specchio d'acqua naturale al suo interno. Abitato anche da specie protette. Una dura denuncia contenuta in una lettera inviata al primo cittadino Enzo Bianco, responsabile per legge della fauna della città

«Tra attrazioni, meravigliose bellezze naturali, concerti e turismo, la consueta impronta del Non fare e/o Fare male, contraddistingue ancora questa città sventurata. Signor sindaco, l’Europa ci guarda e ci sanziona. Il mondo ci guarda e ci sparla. Che fa lei per ridare o dare lustro a questa martoriata città? Permette che venga distrutto quanto di più bello c'è?». Così Stefania Raineri, vice presidente della sede di Catania dell'Ente nazionale protezioni animali (Enpa), commenta la notizia - pubblicata da CTzen poche ore prima - del progetto di perforazione del teatro romano cittadino per far defluire l'acqua che forma un laghetto naturale all'interno dell'orchestra del bene. Raineri commenta con una lettera aperta inviata al sindaco di Catania Enzo Bianco, responsabile per legge della fauna cittadina, e per conoscenza al prefetto etneo Maria Guia Federico. Un documento che denuncia anche la presenza di specie protette.

Nella lettera, l'Enpa pone l'attenzione sull'importanza del «secolare lago naturale» all'interno della testimonianza romana. «Una presenza non considerata un incidente - scrive Raineri - bensì il frutto di centinaia di anni di esistenza, al punto da divenire lo stesso lago fonte di ammirazione e di attrazione per il già scarso turismo della città». Anche perché all'interno del laghetto si sono stabiliti pesci e piante palustri. Ma non solo. «E’ presente tra la fauna la testugine palustre siciliana - avverte la vicepresidente Enpa - Questa specie è protetta dalla convenzione di Berna che ne fa divieto di cattura, detenzione degli esemplari selvatici e la distruzione degli habitat naturali».

Un ecosistema che invece andrebbe perduto con i lavori previsti. «Tra queste strane autorizzazioni, non ci risulta che siano state convocate associazioni di riferimento né tanto meno consultata Enpa con il proprio settore sulla Fauna selvatica - si arrabbia Raineri - Assolutamente niente. Come se si stesse parlando di rifare un manto stradale». «Siamo annichiliti e pronti a denunciare», rilancia. Rivolgendosi al sindaco Enzo Bianco «in quanto prima autorità sanitaria della città e responsabile per legge della tutela degli animali presenti sul suo territorio - spiega la vicepresidente a CTzen - E soprattutto la vigilanza zoofila è un obbligo della polizia municipale. Qui si va incontro a sanzioni enormi da parte della comunità europea». «Quante speranze invane avevamo riposto in Lei - conclude Stefania Raineri  nella lettera - e quante, in breve, sono state schiacciate dall'indifferenza che ha mostrato, nei confronti dell’intero mondo animale e della tutela che lei gli deve».