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Etna, riaperta con riserva la Valle del Bove
In progetto un tavolo con le associazioni

Interdetto a febbraio per un presunto pericolo che non ha davvero mai convinto tutti, è stato riaperto l'accesso alle quote della montagna superiori ai tremila metri, ma solo se accompagnati da personale abilitato. È la decisione del prefetto Maria Guia Federico che non nasconde la cautela. Argomento di cui si riprenderà a parlare dopo l'estate

Claudia Campese

Sembra essere il venerdì il giorno delle grandi decisioni sull'Etna. Era un venerdì di febbraio quando la prefettura ha vietato l'accesso alle parti più alte del vulcano per un presunto pericolo che non ha mai messo d'accordo nessuno. Ed è stato lo scorso venerdì quando il prefetto etneo Maria Guia Federico ha incontrato guide e associazioni - rappresentate da una quarantina di persone - per ridiscutere la sua posizione in vista dell'estate e del notevole afflusso di turisti sulla montagna catanese. Adesso, con una nuova ordinanza, il suo ufficio ha deciso che le escursioni sull'Etna a quote superiori ai tremila metri saranno consentite, ma solo se «coordinate da personale abilitato» e sotto la responsabilità dello stesso. La pena prevista per i trasgressori è la denuncia.

Nell'ordinanza del prefetto - che arriva dopo un sopralluogo con l'Ingv stabilito lo scorso venerdì - è sottolineato ancora una volta come l'Etna possa essere fonte di possibile pericolo. Un'idea che negli scorsi mesi ha fatto storcere il naso a diverse associazioni, all'indomani dell'ordinanza che vietava l’accesso alle quote sommitali e all'intera Valle del Bove. E, nonostante l'inversione di marcia, non sembra aver cambiato idea di base il prefetto Federico, che continua ad essere preoccupata dall'imprevedibilità dei fenomeni vulcanici. Argomento di cui ha discusso nell'incontro di venerdì aperto anche alle associazioni Cai, Etna Viva e Piuma Bianca.

Per il prefetto, il fatto che l'Etna sia un vulcano e non una semplice montagna sembra essere un passaggio che invita a una maggiore cautela. Mentre non farebbe differenza la già notevole presenza dell'uomo in quello che non è più un ambiente selvaggio. Di questi e di altri temi si riprenderà a parlare dopo l'estate, in un tavolo tecnico permanente che continuerà a coinvolgere, oltre alle forze dell'ordine e l'ente parco dell'Etna, anche alcune associazioni.

[Foto di Turi Caggegi]

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