Mafia, arrestato latitante del clan Mazzei
Mario Pappalardo era a Misterbianco

Redazione

Cronaca – Era sfuggito all'operazione Ippocampo dell'8 luglio che aveva colpito la cosca mafiosa guidata da Sebastiano Mazzei e vicina ai corleonesi. Ma la sua latitanza è durata appena un mese, gli uomini della Dia lo hanno rintracciato in un appartamento del comune etneo, insieme ad altre tre persone. Guarda il video

E' finita la latitanza di Mario Pappalardo, uno dei due uomini sfuggiti agli arresti dell'operazione Ippocampo dello scorso 8 luglio che aveva colpito il clan Mazzei. Gli uomini della Direzione investigativa antimafia, coordinati dalla locale Procura distrettuale antimafia, lo hanno trovato in un appartamento di Misterbianco. Pappalardo è ritenuto un elemento di spicco dagli inquirenti all'interno del gruppo mafioso che operava soprattutto nel quartiere di San Cristoforo a Catania ed era dedito allo spaccio di droga.

http://youtu.be/qA2g7E1OIfE

Alla cattura ha collaborato anche personale specializzato di Roma. Lo scorso 8 luglio, erano scattate nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti affiliati o ritenuti vicini al clan dei carcagnusi. Tra questi c'era anche Sebastiano Mazzei, detto Nuccio u carcagnusu, figlio di Santo, detenuto attualmente al 41 bis e capostipite della famiglia. L'inizio della sua carriera mafiosa era stato voluto e benedetto dal boss palermitano Leoluca Bagarella e da Giovanni Brusca. La vicinanza, ancora attuale, con la famiglia di Corleone, insieme alla spietatezza, sono elementi che spingono gli inquirenti a definire i Mazzei come uno dei clan più pericolosi di Catania.

Pappalardo, in questo contesto, rappresentava il tassello di unione tra il clan e l'attività di spaccio, soprattutto nei centri di Randazzo e Bronte. Gli agenti della Dia lo hanno rintracciato a seguito di un'approfondita attività di indagine che si è avvalsa di apparecchiature tecniche, intercettazioni telefoniche e classiche attività d’investigazione. Quando hanno fatto irruzione nell'appartamento, Pappalardo non ha opposto resistenza. Insieme a lui si trovavano tre persone che sono state denunciate per il reato di favoreggiamento personale. Nella casa sono state trovate armi lunghe e corte e munizioni, tutte sottoposte a sequestro.