Mobilita Palermo apre una redazione a Catania
«La partecipazione dal basso migliora le città»

Carmen Valisano

Costume e società – Il portale palermitano decide di allargarsi sul territorio, partendo dal capoluogo etneo. Il nuovo gruppo «è uno spin-off di diverse realtà che hanno avuto molto successo sul territorio: #salvaiciclisti Catania, Lungomare Liberato e Mobilità Catania», spiega uno dei fondatori, Andrea Baio. Obiettivo è «fare da ponte tra i cittadini e le istituzioni»

«Oggi inauguriamo questo ponte virtuale nel periodo in cui il ponte vero è crollato». Andrea Baio, tra i fondatori del portale Mobilita Palermo, lancia così l'avvio della nuova redazione a Catania del progetto. Il gruppo etneo «è uno spin-off di diverse realtà che hanno avuto molto successo sul territorio: #salvaiciclisti Catania, Lungomare LiberatoMobilità Catania», spiega Baio. L'idea - oggi racchiusa nel dominio mobilita.orgnasce nel 2008, quando un gruppo di giovani palermitani attenti al territorio decide di fondare uno spazio virtuale nel quale raccogliere temi di ogni ordine di importanza, dai semplici lavori in corso alle grandi infrastrutture in città, dal traffico al rispetto per l'ambiente. Una realtà molto radicata, tanto da essere inserita nel 2013 nel Vademecum nazionale per le Smart cities redatto dall'Associazione nazionale dei comuni italiani.

Alla base del progetto - che si presenta con un sito rinnovato e spazio dedicato alle città che si vorranno aggregare - «c'è la partecipazione. Il tentativo, riuscito su Palermo, di fare rete, scambiarsi consigli ed esperienze». Per questo motivo, «quello che abbiamo creato non è un semplice portale di informazioni, ma è stato pensato per sviluppare le interazioni attraverso segnalazioni, proposte e una mappa che raccoglie geograficamente il tutto e permette di orientarsi tra le varie categorie». 

Quello che la nuova redazione etnea di Mobilita ha davanti è un percorso preciso: «Facciamo da ponte tra cittadini e istituzioni - sottolinea Baio - Parliamo dei problemi e dopo, il passo successivo è fare delle richieste precise alla pubblica amministrazione». Ma anche ai privati che si occupano di opere di interesse per gli abitanti. «Abbiamo migliaia di utenti, è questo il successo del nostro esperimento. Ma funziona solo se ci sono persone che portano avanti questo genere di cause. Vogliamo cittadini che si impegnano nel territorio». È proprio l'impegno il motore primo del progetto palermitano. «In questi anni siamo andati avanti grazie al volontariato. Come associazione abbiamo partecipato a progetti della Comunità europea, ma l'obiettivo è fare evolvere tutto questo e farlo diventare un lavoro». 

«L'allargamento su Catania ha richiesto mesi di lavorazione. Adesso vogliamo ampliare il network - anticipa Andrea Baio - Siamo in contatto con Napoli, Torino e Bari, ma sono gli stessi utenti che possono contattarci». Una possibilità aumentata dalla conformazione del progetto, che si presenta come un «multiblog: diamo spazio ai cittadini che vogliono parlare della propria città, così da poter costruire attorno la comunità. È l'evoluzione su scala nazionale di una realtà che finora è stata solo palermitana».

La scelta di partire con il gemellaggio con Catania non è casuale: «Sono due città molto simili. Sono due i due poli della Sicilia che condividono gioie e dolori. E paradossalmente adesso sono pure separate». E, inoltre, a legare i capoluoghi è «la sensibilità su questi temi. Anche a Catania abbiamo visto molta attenzione alle questioni legate alla mobilità». E se di consigli su come migliorare la mobilità catanese Baio non ne dà - «conosco troppo poco la città, anche se per molti versi è simile a Palermo» - di certo ne ha per i suoi amministratori. «Credo che debbano aprirsi alle associazione che operano sul territorio e sfruttare il loro contributo - afferma - Una partecipazione dal basso è sicuramente importante per permettere il miglioramento della qualità della vita di una città».