Polizia municipale, la metà dei mezzi senza benzina Il Comune non paga le fatture. «Noi andiamo a piedi»

Della trentina di mezzi della Polizia municipale, da qualche settimana ne escono in strada solo la metà. Tra i 12 e i 15, in media, ogni giorno. Gli altri restano chiusi nel deposito di via Palermo, col serbatoio a secco e nessuno che possa riempirlo di benzina. Perché i vigili urbani di Catania sono letteralmente rimasti a piedi. Colpa, sembra, di una fattura a un fornitore che il Comune non avrebbe mai pagato. Qualcuno dice si tratti di tremila euro, «ma a me sembra che la cifra sia più alta», dice Pietro Belfiore, comandante della municipale. Il risultato, però, non cambia: auto e moto sono fermi al palo.

«Non stiamo interrompendo nessun servizio di pubblica utilità. Anche se con meno risorse, continuiamo a presidiare il territorio», garantisce Belfiore. Le cui squadre, però, fino al mese scorso avevano a disposizione circa 400 euro al giorno per rifornire di carburante i veicoli. Adesso, coi rubinetti del fornitore non pagato chiusi, di soldi ne rimangono pochi. Centocinquanta, al massimo 200 euro al giorno. Quelli che bastano per la metà delle vetture a disposizione del corpo della municipale.

«Gli uomini per i cui mezzi non c’è abbastanza benzina – spiega il comandante – vanno a piedi». Restano chiusi nell’autorimessa municipale, con l’asticella fissa sul rosso, anche i 20 nuovi scooter Peugeot che erano stati affidati dall’amministrazione ai vigili urbani. Era la fine di aprile quando la consegna avveniva in pompa magna, in piazza Università. All’epoca Palazzo degli elefanti evidenziava in una nota: «I ciclomotori sono equipaggiati con motore a iniezione per ridurre i consumi». E sottolineava che quello fosse il completamento della «dotazione della squadra motorizzata dei vigili urbani di Catania, dopo la consegna delle 22 moto Honda avvenuta nello scorso mese di febbraio».

«I veicoli che escono vanno a rotazione – puntualizza Pietro Belfiore – Perciò alcuni di quei mezzi un giorno vengono usati e il giorno dopo magari no, dipende». «Stiamo risparmiando, perché purtroppo non possiamo fare altrimenti – conclude il dirigente – Questa cosa va avanti da due settimane e stiamo cercando un modo per risolverla. Ovviamente, speriamo che il Comune riesca a saldare le fatture nel più breve tempo possibile, in modo da poter tornare all’amministrazione ordinaria».


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