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Inaugurata piazzetta Goliarda Sapienza
Tra errori nella targa e inviti mancati

Claudia Campese

Cronaca – Da mesi il gruppo femminista Le voltapagina chiede all'amministrazione etnea di intitolare uno spazio a San Berillo alla scrittrice catanese. Ma di farlo nel rispetto della memoria del quartiere e senza sostituire via delle Belle. Richiesta ignorata, a cui si aggiunge il silenzio sulla cerimonia istituzionale di oggi. Guarda le foto

«Se Goliarda fosse stata ancora qui, avrebbe fatto una gran pernacchia a una cerimonia come questa». Emma Baeri, storica e femminista, si batte da tempo per vedere intitolato uno spazio all'interno del quartiere San Berillo alla scrittrice catanese Goliarda Sapienza. Eppure, dopo mesi di tira e molla da parte del Comune di Catania, il traguardo lascia l'amaro in bocca. Non solo perché alla cerimonia istituzionale di questa mattina Baeri non è stata invitata, così come il gruppo Le Voltapagina di cui fa parte e che ha portato avanti questa battaglia. Ma anche perché la targa contiene un doppio errore: la soppressione di via delle Belle e la sua citazione errata come vicolo. Invitato all'inaugurazione, ma solo come componente dell'iniziativa comunale La fabbrica del decoro, è stato invece il comitato cittadini attivi San Berillo. Che ha scelto di non essere presente anche per il disaccordo manifestato nei confronti del murales realizzato accanto alla targa. I residenti si dicono contenti per l'intitolazione a Goliarda Sapienza, ma amareggiati per la soppressione di via delle Belle: «Ancora una volta si è deciso senza tenere conto di chi ci abita e della memoria che si perde», commenta Roberto Ferlito del comitato.

Accanto alla targa della piazzetta, anche un murales. La cui collocazione non trovava però d'accordo i residenti

L'intitolazione rientra nel progetto comunale di riqualificazione di parte dello storico quartiere etneo

La nuova piazzetta sostituisce via delle Belle, la cui targa è stata oscurata

Dopo mesi di tira e molla con il Comune di Catania, è stata intitolata una piazza di San Berillo alla scrittrice catanese

«Non hanno tenuto conto della parte sostanziale della nostra richiesta», spiega Baeri. Il 15 maggio il gruppo Le Voltapagina protocollava al Comune etneo una lettera dettagliata - con tanto di planimetrie e documenti -, inoltrata per conoscenza anche all'ufficio toponomastica. «Dopo alcune ricerche, abbiamo saputo che piazza delle Belle non è mai esistita. Esiste invece una via delle Belle. Per questo abbiamo proposto di intitolare lo slargo a Goliarda Sapienza e di lasciare la via, per rispetto del quartiere e di chi ci abita». E invece la targa scoperta questa mattina recita: «Piazzetta Goliarda Sapienza (letterata, cineasta, poeta 1924-1996), già vicolo delle Belle». Una sostituzione - perché intanto l'indicazione della via è stata coperta - compresa di errore. «Dire "già" vuol dire che non è più così - continua Baeri - e calpestare la memoria di San Berillo e delle belle di oggi, che ci vivono e ci campano. Ma come si fa?». 

Ed è questa la cosa che più dispiace a Baeri. «Personalmente non me la sono presa per il mancato invito - spiega - perché il mio rapporto con le istituzioni è sempre stato propositivo ma non di vicinanza. Il punto è che non siamo state invitate perché non siamo un bacino elettorale, ma alcune compagne, o meglio "con-sorti", de Le Voltapagina sono comunque andate stamattina alla cerimonia». Un'iniziativa, quella dell'intitolazione dello spazio urbano a Goliarda Sapienza, «fortemente voluta da un gruppo di donne», ha detto oggi il sindaco Enzo Bianco. «Le Voltapagina e alcune siamo qua», lo ha ripreso dal pubblico Ada Mollica, nota giornalista etnea e femminista.

«Noi siamo stati invitati come tutte le realtà che aderiscono a La fabbrica del decoro (l'iniziativa dell'assessorato al Decoro urbano per la rigenerazione urbana, ndr), ma non siamo andati alla cerimonia perché avevamo già detto di non essere d'accordo con la realizzazione in quel luogo del murales che oggi è stato inaugurato insieme alla targa», spiega Ferlito. Un'opera d'arte contemporanea accanto ai palazzi del Settecento: un paradosso di cui i residenti del comitato cittadino avevano già avvertito il Comune e gli enti coinvolti. E sulla scomparsa di via delle Belle, Ferlito risponde asciutto: «Lo hanno fatto per non dover cambiare la numerazione, cosa che si rendeva necessaria se si fosse separata la via dalla piazza. Certo, un lavoro in più, ma che poteva essere affrontato in tutti questi mesi trascorsi da quando è stata fatta la proposta».