Quattro ristoranti, arriva la trasmissione Sky
Giovani imprenditori in onda in prima serata

Giorgia Lodato

Costume e società – Si sfideranno stasera, alle 21.10, per contendersi il titolo di Miglior ristorante under 30 sotto l'Etna. Si tratta dei gestori di L'officina del gusto, La corte dei Biscari, Km 0 e Buatta. Un quartetto di realtà della ristorazione nel Catanese messe in piedi da giovanissimi. Con storie ed esperienze variegate

Quattro giovani imprenditori catanesi a tavola con Alessandro Borghese. Uno degli chef più amati del piccolo schermo è arrivato con la sua trasmissione 4 Ristoranti anche a Catania, dove è stato ospite di quattro locali giovani e freschi della città. Il programma seleziona per ogni puntata un tema diverso. Al capoluogo etneo è toccato quello della gestione giovane, ecco perché il vincitore della puntata che andrà in onda su Sky Uno HD oggi alle 21.10, otterrà il titolo di Miglior ristorante under 30 di Catania. La giuria, composta da Borghese e dai titolati dei locali coinvolti, valuta l’esperienza in ogni locale in base a menù, location, servizio e conto.

«Una bellissima esperienza» per Andrea Santocchini, titolare di Lofficina del gusto, giovane catanese che ha alle spalle una ricca tradizione nel campo della ristorazione. Le sue specialità sono hamburger e tagliate di carne, ma anche il mandarinetto servito ai clienti prima di mangiare. Lorena Giargieri è titolare, insieme al compagno, del locale La corte dei Biscari e anche lei è stata contattata da Sky per partecipare al programma. Ventinove anni e tanta voglia di fare, figlia di un ristoratore, ha aperto il locale sotto al Palazzo Biscari il 24 ottobre del 2015. «Mi ha convinta soprattutto la location – racconta -. Lavoravo già in questo ambito e quando ho trovato il posto nel centro storico di Catania me ne sono innamorata».

Il locale è piccolo, 35 coperti, e per questo Lorena ha scelto di specializzarsi esclusivamente nei piatti di pesce. L’esperienza del programma l’ha entusiasmata e si è trovata bene anche con gli altri concorrenti, con cui c’è stato uno scambio di giudizi onesti. «Ci scambiavamo i nostri pareri personali. Io davo il mio basandomi su com’è impostato il mio locale e a volte potevo essere in contrasto con qualcuno, ma ognuno di noi ha una tipologia di locale differente dagli altri e quindi non ci siamo messi a paragone».

Due fratelli, primi ristoratori della loro famiglia, sono invece i gestori di KM 0, il terzo locale catanese individuato da Sky. Sono Fabio Cannizzaro, 25 anni, e Marco Cannizzaro, 27 anni, che con dieci anni di esperienza come chef anche fuori Catania ha realizzato da due anni il sogno di aprire un locale che trattasse materie prime a chilometro zero, innovativo dal punto di vista delle preparazioni. «Il locale va abbastanza bene, facciamo un tipo di cucina più ricercato e particolare. Non possiamo svendere la qualità dei nostri prodotti». Il ristorante è giovanile ed elegante e per i ragazzi l’invito a partecipare al programma è stata una bella sorpresa. «Abbiamo ricevuto questa telefonata e abbiamo fatto un’intervista. Una bella soddisfazione».

A metà giugno del 2015, invece, quattro ragazzi laureati in Economia, Moda e costume e Architettura, accomunati dalla passione per la cucina, decidono di tuffarsi in una nuova esperienza e aprire nel centro storico di Catania Buatta. Un locale che offre una vasta scelta di birre artigianali accompagnate da una cucina semplice e legata alla tradizione. Vellutate, cous cous, macco al finocchietto vengono serviti in contenitori di vetro conosciuti come buatte. «Il nostro locale è una novità – spiegano - e attira sia turisti che catanesi, di tutte le fasce d’età. Quando vengono la prima volta poi ritornano e ci fa piacere. Molti ci chiedono dove abbiamo trovato il coraggio di aprire un locale in un momento di crisi e per noi la risposta sta nella nostra unione».

Quando hanno ricevuto la proposta da Sky ne hanno discusso insieme e hanno accettato di partecipare al progetto. «È stato stancante perché è come partecipare a un vero e proprio reality – racconta Giorgia L’Episcopo, che ha vissuto ogni tappa del programma -. È stata un’esperienza unica che un anno fa, quando per gioco ci siamo catapultati nella realtà ristorativa, non ci saremmo mai immaginati».