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Le competenze digitali per le imprese siciliane
«La trasformazione è un processo inevitabile»

Giorgia Lodato

Cronaca – I cambiamenti indispensabili per le realtà imprenditoriali e il mercato dell'It (Information technology) sono stati i temi di un incontro promosso da Confcommercio e Assintel. «Dobbiamo crescere, fare rete», afferma il presidente dell'Associazione Giorgio Rapari. «È importante parlare alle aziende in modo semplice», dice Pietro Agen

«C’era una volta la libreria. Se la libreria si trasforma e usa in modo corretto e intelligente le opportunità della digitalizzazione può resistere, altrimenti probabilmente è destinata all’estinzione». Nelle parole di Pietro Agen, presidente Confcommercio Sicilia, è racchiusa l’essenza del tema del convegno #Connettiamoci, organizzato da Confcommercio e Assintel (Associazione nazionale imprese Ict), che si è svolto questa mattina all’Hotel Baia Verde di Catania. Le competenze digitali che servono alle aziende e il mercato dell’It (Information technology) sono stati gli argomenti di cui hanno discusso i relatori. Primo fra tutti Stefano Epifani, docente di comunicazione all’università Sapienza di Roma, che ha aperto il dibattito tracciando un quadro sui cambiamenti degli ultimi 30 anni e sulla digitalizzazione «come strumento per il supporto al Paese, in cui è importante individuare dove va il mercato e quali competenze servono».

«Dobbiamo crescere, fare rete e consorzi - commenta il presidente Assintel Giorgio Rapari -. Il mercato è sempre più globale e l'aspetto dimensionale oggi conta». Alfredo Gatti, vice presidente Assintel, ha presentato il report 2015 dell’azienda, in cui emerge in modo ancora più evidente la necessità di adeguarsi ai cambiamenti. «L'Italia è sempre più connessa - dice - ed è anche emergente nel campo dell’e-commerce». «La trasformazione digitale è un processo inevitabile - commenta Andrea Ardizzone, segretario generale Assintel - ma c’è un problema di adeguate competenze all’interno delle aziende». Assintel Sicilia, assicura, seguirà il modello nazionale, ma tenendo conto delle specificità. Per adattarsi è necessario creare un modo di lavorare diverso e chi si trova a capo delle aziende deve conoscere, oltre gli aspetti manageriali, le competenze che permettono di lavorare in modo digitale. «Deve anche esserci cooperazione tra pubblico e privato per fare andare avanti il Paese - aggiunge Ardizzone - e colmare il gap tra il mondo della scuola e quello del lavoro».

Il coordinatore Assintel Sicilia, Emanuele Spampinato, ricorda la grande opportunità che in questo momento offrono i nuovi fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020. «Sono risorse rilevanti - spiega - circa un miliardo e cento milioni di euro, da investire sul tema dell’innovazione e della trasformazione digitale». Occasione già offerta in passato, ma che non è stata sfruttata a dovere. «Gli errori del passato si evitano usando un metodo partecipativo nella definizione dei progetti attuativi di questo grande piano di investimenti pubblico». Che vuol dire spendere le risorse in modo partecipato e far sviluppare il settore del digitale nella nostra regione, che potrà poi anche esportare le competenze fuori dei confini dell’Isola. «Oggi la pubblica amministrazione deve avviare queste trasformazioni - conclude Spampinato - e se aspettiamo che lo faccia senza una pressione non si creerà mai il momento buono per il cambiamento».

E una spinta bisogna darla anche alle aziende, che devono però avere un quadro chiaro del modo in cui ci si evolve. «È importante parlare alle aziende in modo semplice, altrimenti non recepiscono il messaggio - sottolinea Pietro Agen-. Bisogna resettare il sistema e rendere questo mondo comprensibile a chi lo deve utilizzare».