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Camera di commercio, presunte iscrizioni fantasma
Indagato per abuso d'ufficio segretario Alfio Pagliaro

La procura di Catania indaga sul numero uno dell'ente camerale. Sotto inchiesta anche alcuni responsabili delle associazioni datoriali che avrebbero iscritto imprese ignare di tutto. Al fine di ottenere maggiore peso elettorale nella corsa ai seggi nella nuova mappa dell'accorpamento in tre organismi sovraprovinciali

Dario De Luca

Foto di: Google Maps

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Il segretario della Camera di commercio di Catania, Alfio Pagliaro, è indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta su presunte iscrizioni fantasma per il rinnovo dell'ente camerale. La notizia è stata riportata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, ed è stata confermata da ambienti giudiziari. La vicenda, in mano al procuratore Michelangelo Patanè e al sostituto Pasquale Pacifico, riguarderebbe anche una presunta sanatoria, ottenuta tramite un meccanismo telematico di sospensione, di bilanci presentati in ritardo da circa 800 aziende. In questo caso il reato ipotizzato è corruzione, ma al momento non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati. 

Nell'inchiesta per abuso d'ufficio oltre a Pagliaro - che è anche il commissario ad acta per l'unificazione delle Camere di Catania, Siracusa e Ragusa - sono indagati anche alcuni responsabili di associazioni datoriali che avrebbero iscritto al loro gruppo aziende ignare per fare crescere il proprio peso elettorale nei consigli dei futuri enti da unificare. Quasi cento titolari, a Siracusa, non avrebbero aderito ad associazioni che invece li hanno inseriti fra i propri iscritti. Iscrizioni fantasma che, secondo le ipotesi investigative, sarebbero state effettuate per truccare la ripartizione dei seggi. 

La nuova mappa delle Camere di commercio in Sicilia nasconde, infatti, una fitta rete di potere e interessi, compreso il controllo delle quote maggioritarie degli aeroporti di Catania e Comiso. Secondo la normativa nazionale, si dovrebbe passare dai nove enti camerali presenti al momento - uno per ogni provincia dell'isola - a tre organismi sovraprovinciali. Trapani andrebbe insieme a Caltanissetta e Agrigento, Enna dovrebbe essere accorpata a Palermo, mentre Catania ingloberebbe Siracusa e Ragusa; al momento resterebbe fuori Messina

L'elezione dei presidenti e dei consigli d'amministrazione però è al momento bloccata su mandato dell'assessorato regionale dopo un'articolata interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle. Il motivo è collegato all'inchiesta della procura etnea: da sottoporre a verifica ci sono tutte le iscrizioni delle varie aziende che compongono gli enti camerali. 

Sulla vicenda iscrizioni delle aziende nei vari gruppi, c'è anche un esposto di Confcommercio Palermo. Nel capoluogo siciliano, il duello all'ultimo voto è quello tra la commerciante Patrizia Di Dio e l'industriale Alessandro Albanese, candidato espressione di Confindustria vicino ad Antonello Montante, l'imprenditore simbolo dell'antimafia isolana finito sotto indagine per concorso esterno a Cosa nostra dalla procura di Caltanissetta. A Catania si fronteggiano due gruppi contrapposti. Uno è il riferimento di Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere e firmatario dell'esposto sulle presunte iscrizioni fantasma a Siracusa, l'altro vede in prima linea Pietro Agen di Confcommercio.

«Presumo, anzi sono certo, che, qualora risultasse vero che sono indagato per abuso di ufficio, si tratti di un atto dovuto, conseguenza diretta delle denunce presentate nei mesi scorsi», commenta Alfio Pagliaro. «Per l'accorpamento delle tre Camere di Catania, Siracusa e Ragusa ho sempre operato nel rispetto dei dettami normativi e delle direttive ministeriali impostemi», garantisce. E aggiunge: «Dopo aver chiarito con la magistratura ogni singolo aspetto della vicenda ed avere dimostrato che si tratta solo di gratuite calunnie, sarà mia cura esporre ogni singolo profilo inerente l'interesse che si ha nell'infangare la mia persona all'evidente fine di rallentare o bloccare la procedura di accorpamento». 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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