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Il cavaliere, otto parcheggi al posto di tavoli e sedie
«Contro di noi uno spiegamento di forze eccessivo»

Cassandra Di Giacomo

Cronaca – Il locale del centro storico è nato nel 1922 e da 16 anni ha in concessione una parte di piazza Spirito Santo per i suoi dehors. Ma Palazzo degli elefanti ha revocato l'autorizzazione per creare degli stalli gestiti da Sostare. «Problemi con il sindaco? Con lui mai avuti rapporti», dice il titolare Francesco Musumeci

«Un eccessivo spiegamento di forze». È con queste parole che il titolare della trattoria Il cavaliere Francesco Musumeci commenta i provvedimenti presi dall'amministrazione comunale per piazza Spirito Santo, davanti a via Paternò, quella per la quale lo storico locale si è visto revocare l'occupazione di suolo pubblico. Al posto dei dehors dell'attività commerciale nata nel 1922 il Comune ha realizzato otto stalli di sosta da affidare alla ditta Sostare. «Per quello spazio pagavamo alle casse comunali annualmente una tassa di ottomila euro, così da potere sfruttare lo spazio sia nella stagione invernale che in quella estiva», sottolinea il proprietario. Che adesso è costretto a tagliare il personale. Circa trenta i dipendenti dell'attività guidata da Musumeci nel cuore del centro storico cittadino, alcuni dei quali non avranno un rinnovo del contratto. Mentre «nemmeno i lavoratori stagionali potranno essere mantenuti perché la sottrazione di quello spazio diminuirà il numero dei clienti». Sulla vicenda, sollevato in Consiglio comunale dal portavoce di Fratelli d'Italia Manlio Messina e dal collega Ludovico Balsamo, si sono raccolte polemiche e proteste. Tra queste ultime quelle più veementi sono state portate avanti dal personale della trattoria. 

«I ragazzi hanno occupato la zona con striscioni e con tende mentre gli operai comunali dipingevano le strisce bianche per terra», racconta Musumeci. Che aggiunge: «Ho consigliato loro di evitare questo tipo di manifestazione perché temevo che oltre al danno subissero una denuncia, visto che stavano disturbando l'opera pubblica». A poco però sono valse le energie impiegate dai lavoratori - alcuni dei quali sono entrati anche a Palazzo degli elefanti per esprimere il proprio malcontento - e le polemiche dei politici che si sono raccolti intorno alla vicenda, in ultimo anche il deputato europeo Salvo Pogliese. L'amministrazione comunale, nel frattempo, ha fatto sapere che il provvedimento è stato attuato per evitare che la zona continuasse a essere preda dei parcheggiatori abusivi. Nonostante nell'area ci siano già le strisce blu di Sostare, come testimoniano i diversi distributori automatici di biglietti tra via Paternò e piazza Spirito Santo. Ma la revoca della concessione - ottenuta per 16 anni di seguito - ha una storia che affonda le radici nel 2015. 

«Ce l'avevano tolta ma noi abbiamo fatto ricorso al Tar che ci ha dato ragione», racconta Musumeci. Un provvedimento che è valso al Comune anche un debito fuori bilancio perché l'amministrazione sarebbe stato condannato, oltre che al ripristino dello status quo, anche al pagamento delle spese legali. «Adesso il problema si è ripresentato e onestamente non capiamo perché si vogliano colpire le attività commerciali», sostiene il proprietario del locale. Che esclude tutte le voci di corridoio che lo vorrebbero in contrasto con il sindaco di Catania Enzo Bianco. «Fino a qualche tempo fa abitava in piazza Manganelli e lo vedevamo passare sempre in auto, con la scorta. Non lo abbiamo mai incontrato personalmente, non gli abbiamo mai stretto la mano e non è un nostro cliente», dice il titolare. «Apprezziamo quello che ha fatto durante gli anni della sua passata sindacatura quando si parlava di primavera ma non siamo suoi elettori e questo l'abbiamo pure esternato pubblicamente, nell'ultimo periodo», precisa. L'episodio che sta vivendo la nota struttura commerciale di via Paternò riporta in auge il problema della delibera sui dehors del centro storico. Il documento - mai portato al vaglio del Consiglio - sul quale ha lavorato per oltre due anni l'ex assessora alle Attività produttive Angela Mazzola. «Ma onestamente - conclude Musumeci - non so se con quel regolamento le cose sarebbero cambiate».