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Foto di: Mattia S. Gangi

Teatro Stabile, neo-presidente La Rosa si dimette
«Solo un commissario può avviare il risanamento»

Mattia S. Gangi

Cultura e spettacoli – Nominato a gennaio, il posto che ha occupato era stato lasciato vuoto da Nino Milazzo. A volerlo al vertice dell'istituzione teatrale era stato l'assessore regionale allo Spettacolo Anthony Barbagallo. Che ha mandato i suoi ispettori nel capoluogo etneo. Nel bilancio del Tsc ci sarebbe un buco da 13 milioni

È durato appena cinque mesi il mandato di Salvatore La Rosa, nominato presidente del Teatro stabile di Catania dopo le dimissioni del giornalista Nino Milazzo. Nel corso di una conferenza stampa dell'ultimo minuto, convocata per oggi pomeriggio, il fondatore del circolo del Partito democratico di Acireale ed esperto di finanza ha annunciato di aver rinunciato all'incarico. Dopo averlo comunicato ai soci dell'ente teatrale: il Comune, la Città metropolitana, la Regione e l'ente Teatro di Sicilia. «Ho richiesto di commissariare il teatro - dice La Rosa - Solo una gestione commissariale può avere la forza di adottare i provvedimenti necessari al risanamento».

L'annuncio ufficiale arriva dopo la pubblicazione delle relazioni degli ispettori inviati al teatro dall'assessore regionale allo Spettacolo Anthony Barbagallo, che aveva voluto la nomina dello stesso La Rosa. Secondo i tecnici spediti nel capoluogo etneo, nella gestione dell'istituzione culturale ci sarebbero «gravi irregolarità amministrative». Che, aggiunte a debiti di quasi 13 milioni di euro, hanno spinto l'economista acese a lasciare il suo ruolo. «Sarà il commissario futuro a prendere in mano le questioni più spinose e a verificare se il personale era a norma o meno», continua Salvatore La Rosa. 

«Se ci sono 14 dipendenti non a norma è una gatta da pelare non da poco», sostiene l'ormai ex presidente. Il riferimento è ad assunzioni che sono state effettuate nonostante non si potesse. A queste si aggiungerebbero produzioni teatrali in perdita, che non sarebbero state sostenibili per le casse del teatro. «Devono essere affrontare molte questioni - conclude - Se ci sono 13 milioni di euro di debiti vuol dire che la gestione degli ultimi anni non è stata attenta. Molti di questi soldi dovevano andare anche a istituzioni, come la Siae, l'Inail e l'Inps». Per quanto riguarda le anomalie riscontrate sugli spettacoli, messi in scena nonostante fossero «in perdita» secondo i commissari, La Rosa ha specificato anche in questo caso di aspettare il vaglio dei commissari regionali. Che dovranno verificare anche le scelte della direzione artistica del Teatro, affidata attualmente a Giovanni Anfuso e prima nelle mani di Giuseppe Dipasquale

Nella lettera di dimissioni inviata ai soci dell'ente l'ex presidente spiega nel dettaglio i motivi che l'hanno spinto a fare un passo indietro : «La prima è la situazione del bilancio che, al 31 dicembre 2015, riporta una perdita in conto economico di circa 1,4 milioni di euro, una situazione debitoria complessiva di circa 13 milioni e un disavanzo patrimoniale che raggiunge i 7 milioni». Ma non solo. «In secondo luogo, dalle informazioni anticipatemi dagli stessi ispettori e nel corso di un colloquio riservato con l'assessore Barbagallo, sono emerse gravi irregolarità che hanno pesanti ricadute sul piano organizzativo e finanziario». 

Nonostante sia stato proposto il suo nome per la gestione commissariale, La Rosa chiarisce che non sarà lui a ricoprire il ruolo. «Sono sicuro che si troverà qualcuno che risanerà la situazione».