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Foto di: youtube

Giunta Bianco, Girlando passa il testimone a Parlato
«Via con una certezza: Catania non andrà in dissesto»

Luisa Santangelo

Politica – Si sente «come dopo l'ultimo giorno di scuola». L'ormai ex inquilino di Palazzo dei Chierici lascia il suo posto nella giunta di Enzo Bianco. Dimissioni annunciate da tempo, che avrebbero dovuto essere formulate dopo l'approvazione del nuovo piano di riequilibrio finanziario del Comune ma che hanno tardato ad arrivare

Come si sente? «Come dopo l'ultimo giorno di scuola». L'assessore al Bilancio Giuseppe Girlando lascia Palazzo dei Chierici e l'assessorato al Bilancio. Per tornare a fare l'avvocato e per sedere a un tavolo tecnico della presidenza del Consiglio sul riequilibrio economico finanziario dei Comuni in pre-dissesto. Al suo posto arriverà Salvatore Parlato, ex collaboratore del fu assessore regionale Luca Bianchi. «Un tecnico - lo definisce Girlando - Uno che saprà prendere in mano la situazione. E poi è siciliano». Si è atteso che Parlato si svincolasse da alcuni impegni lavorativi pregressi, e che desse il suo definitivo benestare all'arrivo nel capoluogo etneo. Perché Girlando si sarebbe dimesso già venerdì scorso: il giorno dopo l'approvazione della rimodulazione del piano di riequilibrio dal Consiglio comunale.

«Il nome del collega era già stato individuato. Io avevo detto da tempo al sindaco che dopo l'approvazione del piano avrei lasciato». Troppe pressioni, troppe difficoltà. Anche quelle di chi non ha mai fatto mistero di essersi sentito solo. Senza un ragioniere generale per parte del suo mandato - empasse superato con la nomina, lo scorso mese, di Massimo Rosso - e col primo cittadino Enzo Bianco troppo spesso lontano. Eppure sindaco e ormai ex assessore sedevano vicini nel corso della conferenza stampa in cui sono stati elencati i risultati previsti dal nuovo documento contabile, dimenticando alcune criticità già note. 

«Chi me l'ha fatto fare?». Girlando ripete la domanda. «Il senso del servizio. Sapevo che sarebbe stato un lavoro difficile, ma non pensavo che tirarmi indietro fosse la cosa giusta da fare - dichiara - Spesso su queste nomine si tende a pensare a eventuali tornaconti personali. Non è stato il mio caso. Io l'ho fatto perché non si può stare sempre a guardare senza partecipare alla cosa pubblica». Parole che somigliano a quelle di Bianco - col quale Girlando pare avere ritrovato un'intesa che sembrava sbiadita - quando, a proposito del voto in Consiglio sul riequilibrio, parlava di «chi guarda la partita dalla tribuna senza partecipare». «Alla fine di questa esperienza, posso dire che nel complesso ne è valsa la pena - prosegue Giuseppe Girlando - La situazione era precipitata, l'abbiamo recuperata e adesso l'abbiamo salvata. Catania non andrà in dissesto».

E il dissesto, dopo il riequilibrio, è l'altro grande tema. Manca ancora la decisione della Corte dei conti a proposito dell'udienza dello scorso 31 maggio, quella in cui i giudici di Palermo hanno bacchettato con forza l'amministrazione e l'assessorato. Lamentando carenze nella documentazione sull'applicazione del piano di riequilibrio. E, soprattutto, citando i 51 milioni di euro di debiti fuori bilancio che non erano inclusi nel piano discusso e vagliato nel 2013, e che sono spuntati nel corso di questa sindacatura. «La sentenza non è ancora stata pubblicata - dice Girlando - Ma il suo esito è ormai superato dal nuovo piano di riequilibrio. Su questo mi sento di potere rassicurare i cittadini e chiunque se lo stia domandando».

«In ogni caso io non me ne andrò», continua l'avvocato. «Forse alcune cose dall'esterno si riescono a guardare con più distacco. E comunque dopo l'approvazione in consiglio comunale del piano di riequilibrio ci sono altre cose da fare: c'è il passaggio al ministero dell'Interno e alla Corte dei conti. Io ci sarò laddove la mia presenza venga richiesta, per spiegare le ragioni che hanno portato a determinati provvedimenti». Accanto a Salvatore Parlato, che dovrebbe arrivare in città in giornata. Girlando, al contrario, si prepara a stare fuori dal capoluogo il più a lungo possibile: «Su richiesta dell'Anci (del cui consiglio nazionale Bianco è presidente, ndr) si sta lavorando a una riscrittura della parte del Tuel, il testo unico sugli enti locali, che parla del piano di riequilibrio. Un modo per andare oltre i decreti legge e rendere strutturali delle modifiche che sono necessarie». Al tavolo tecnico romano Giuseppe Girlando finora si era seduto in qualità di assessore del Comune di Catania. Nei prossimi mesi, invece, dovrebbe essere uno degli esperti che avranno il compito di lavorare sui cambiamenti della legge.