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Ornitologia, specie rare nel mare di Aci Trezza
Un tour fotografico a bordo di un peschereccio

Giorgia Lodato

Cultura e spettacoli – Hanno navigato da Santa Maria La Scala ai faraglioni, catturando le immagini di uccelli che raramente si vedono vicino alle coste etnee. L'evento, dal nome Wings on the sea, «è stato il primo pelagic trip da dieci anni in provincia di Catania», raccontano gli organizzatori

Appassionati di ornitologia e di fotografia naturalistica accorsi da Catania e Siracusa per fotografare alcune specie rare sopra il mare di Aci Trezza. Sono loro i protagonisti dell’evento Wings on the sea - la fauna immortalata in uno scatto, che guidati dal biologo naturalista Andrea Messina li ha portati su un peschereccio alla scoperta della fauna pelagica e costiera.

«Da piccolo partecipavo spesso a iniziative del genere - racconta il ventiseienne catanese che spesso organizza escursioni e visite guidate in mezzo alla natura - e mi sono dato da fare per farle ripartire». Prendendo accordi con il proprietario di un peschereccio e radunando un gruppo di compagni di viaggio, che in tre ore ha navigato da Santa Maria la Scala fino ai faraglioni di Aci Trezza e nel pomeriggio si è spostato al porto di Catania, dove di recente sono stati avvistate alcune specie di gabbiano tridattilo e svasso collorosso. «Sono esemplari che di solito stanno in mare aperto e si vedono raramente nelle zone di porti o coste» - spiega il giovane biologo, che chiarisce come la loro presenza possa dipendere da tanti fattori, uno fra tutti il freddo. «Le basse temperature di questi giorni - chiarisce - potrebbero averli fatti tornare verso la Sicilia, anche se le cause possono essere molteplici».

«Da dieci anni non partiva un pelagic trip dalla provincia di Catania - aggiunge Manuel Zafarana, co-organizzatore dell’evento con la cooperativa DiversIdea di Niscemi. «Un giro emozionante che ha riservato grandi sorprese, tra cui le osservazioni di rare specie di uccelli marini come le sule e il labbo».

Iniziative del genere per Zafarana servono a incentivare forme di turismo alternativo. «Il sea-watching - osserva - è un vero e proprio sport praticato in molti Paesi europei, tra cui Portogallo, Spagna e Gran Bretagna e non vedo l'ora che venga organizzata una nuova uscita in barca, magari nella speranza di osservare i delfini».

Proprio in primavera, probabilmente, verrà proposto un nuovo tour, anche se gli avvistamenti sono imprevedibili e bisogna essere disposti a correre per non perderseli. Come farà Laura, che ha studiato scienze naturali, e anche Davide, appassionato e volontario in un'associazione ambientalista, secondo cui l’esperienza è «imperdibile non solo dal punto di vista del birdwatching, ma anche per i panorami mozzafiato come l'Etna, i Nebrodi, lo stretto e i faraglioni di Aci Trezza, da ammirare con il sottofondo delle grida dei gabbiani che inseguono la barca».

Nella ciurma anche Debora Falzolgher, biologa appassionata di fotografia non nuova a questo tipo di esperienze. «Sono esperimenti affascinanti per chi, come me, ama fare foto e ammirare uccelli pelagici difficili da osservare dalla terraferma» - dice mentre immortala i faraglioni e l'isola Lachea, per portare a casa un ricordo indelebile di questa gita «spettacolaresuggestiva».