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Sgravi cartelle esattoriali, salta voto in Consiglio
Assenti gruppi di Bianco e «il sindaco era in tv»

Cassandra Di Giacomo

Politica – Ieri ultima seduta utile per votare il regolamento che, secondo il decreto fiscale del governo, avrebbe permesso sgravi per le tasse comunali. Il Comune avrebbe avuto più liquidità e i catanesi la possibilità di risparmiare. Ma l'assessore competente e la maggioranza ortodossa del sindaco non si sono presentati in aula

Votare l'adozione del regolamento sulle cartelle esattoriali avrebbe consentito al Comune di Catania, in stato di pre-dissesto, di avere più entrate e ai cittadini di ottenere maggiori sgravi fiscali. Peccato che ieri sera in consiglio comunale sia mancato il numero legale: compatto il Pd e presente una buona fetta dell'opposizione, a saltare all'occhio era l'assenza della maggioranza ortodossa, quella dei partiti che portano il nome del sindaco Enzo Bianco e l'assessore competente Salvatore Parlato. A sollevare le polemiche è stato il consigliere del gruppo Misto Sebastiano Arcidiacono, il quale ha dichiarato: «I due gruppi hanno tradito le aspettative dei catanesi, disertando». Contestazioni anche da parte di Confcommercio: «Altro fallimento per l'amministrazione Bianco». 

La questione del regolamento sulle cartelle esattoriali, di cui ieri si chiedeva l'adozione, è stata una battaglia del gruppo Catania futura e del consigliere Agatino Lanzafame. Il governo, infatti, ha varato a dicembre il cosiddetto decreto fiscale che consente ai Comuni italiani - che ne fanno richiesta adottando il regolamento - la rottamazione delle cartelle per le tasse di propria competenza. Venti giorni fa, il gruppo promotore del regolamento ha incassato l'approvazione all'unanimità di un ordine del giorno che impegnava il Comune a portare l'atto in aula e a vagliarlo prima dei termini di scadenza, fissati per ieri. Una settimana dopo l'amministrazione ha presentato ai consiglieri il regolamento, privo però del parere vincolante delle municipalità e quindi impossibile da votare. Ieri, all'ultima seduta utile, la maggior parte dei consiglieri non c'era

Tra gli assenti alcuni hanno presentato regolare giustificazione. Come uno dei promotori dell'iniziativa, Agatino Lanzafame, impegnato però in attività di ricerca universitaria per conto di Unict in Spagna dove lo raggiungiamo per una replica. «Nelle scorse settimane mi sono battuto, insieme a tanti altri colleghi, perché il Comune di Catania adottasse tutti gli atti necessari per la rottamazione delle cartelle esattoriali. È assurdo che l'atto finale di quel procedimento non sia stato approvato e che la città abbia perso un'occasione così importante. Non riesco a comprendere - continua Lanzafame - né le ragioni che hanno spinto tanti miei colleghi a non essere in aula, né l'indifferenza dell'amministrazione che non ha adeguatamente svolto il suo ruolo di impulso e coordinamento nei confronti della maggioranza consiliare».

«L'assenza ha fatto perdere a migliaia di cittadini l'opportunità di avvalersi di agevolazioni per le cartelle esattoriali. È un fatto gravissimo che dovrebbe far riflettere il sindaco su quanto la sua compagine sia in sintonia con l'interesse dei catanesi», è più pungente Sebastiano Arcidiacono, ieri presente in aula. «Mentre il sindaco Bianco era impegnato in uno show televisivo (Faccia a faccia su Antenna Sicilia, ndr) degno di un monologo, a Palazzo degli elefanti si è consumato lo scippo di un'opportunità che tante altre città hanno invece utilizzato sgravando i contribuenti di oneri e contenziosi. Ma le altre città per loro fortuna non hanno il sindaco Bianco», non usa mezzi termini il componente del gruppo Misto. 

«È un atto che sancisce, nella sostanza, una sfiducia al sindaco da parte del suo gruppo di maggioranza ed è ancor più grave rispetto alla sua rilevanza politica perché si consuma a danno di imprese e cittadini, ancora una volta maltrattati da questa amministrazione», dichiara il presidente dell'associazione dei commercianti di Catania, Giovanni Saguto. «L'amministrazione dimostra, come ripetiamo da tempo, assoluta incapacità ad amministrare Catania. È stata tanto solerte a compattarsi quando doveva aumentare la tariffa per la sosta - aggiunge il vice provinciale Francesco Sorbello - ma non trova unità per una delibera che avrebbe dato una boccata d'ossigeno e cittadini e imprese flagellati da crisi e indebitamenti».