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Foto di: Salvo Catalano

Gammazita, le residenze d'artista Ursino Buskers
Le inquiline: «Mischiamo danza e giochi siciliani»

Giorgia Lodato

Cultura e spettacoli – Nell'immobile messo a disposizione dal'associazione culturale il prossimo 9 febbraio sono attese tre danzatrici. Le ragazze, tutte under 30, si alleneranno alla palestra Gapa di San Cristoforo, organizzando laboratori anche per i più piccoli. E si raccontano a MeridioNews

Una è già sbarcata a Catania, una sta per arrivare e l’altra le seguirà poco dopo. Dal 9 febbraio ci saranno le prime inquiline della residenza d’artista Ursino Buskers 2017 messa a disposizione dall’associazione culturale Gammazita. Tre danzatrici, con diverse esperienze alle spalle, porteranno al centro storico catanese un progetto di danza contemporanea sui giochi di strada di una volta.

Jessica Eirado Enes ha 23 anni, viene da Genova e ha già vissuto a Catania per tre anni. Marika Meoli ne ha 24, è di Marsala e si è formata professionalmente a Rotterdam. Mentre la 25enne greca Iro Grigoriadi - che ha studiato Pedagogia ad Atene ed è impegnata in un progetto di servizio civile europeo in un circo per bambini di Berlino - ha calpestato suolo etneo per due anni. Una città di cui si definiscono «innamorate», dove ci sono tanti luoghi che secondo il trio non vengono valorizzati abbastanza.

«Marika e Iro non si conoscono ancora», racconta Jessica, che ha saputo del bando per la residenza d’artista mentre lavorava in una compagnia in Sicilia. Lei invece ha già avuto a che fare con entrambe:  «Ho conosciuto Iro proprio a Catania, al corso Modem della compagnia Zappalà Danza, mentre Marika l’ho incontrata a Venezia, dove ci siamo esibite insieme». È stato lì che le due hanno pensato di creare un progetto comune, un video-danza dal titolo Site specific in cui questa disciplina viene portata fuori dallo studio e i movimenti nascono giocando con lo spazio e improvvisando. «Un po’ come fanno i bambini che si divertono in strada - chiarisce Jessica - che è stato poi lo spunto per il secondo progetto, di cui Iro rappresenta l’anello di congiunzione».

Il lavoro si chiama È vietato il gioco della palla e indaga il rapporto della danza con il gioco di strada che nasce quando il movimento ha origine da una necessità concreta piuttosto che dalla ricerca estetica. «Da piccole ci piaceva stare all’aria aperta, a contatto con la natura, e spesso è fondamentale per avvicinarsi al mondo della danza e sperimentare i primi movimenti, tra capriole e giochi più o meno spericolati». Toccherà a Marika insegnare alle colleghe i tradizionali giochi di strada siciliani, con il prezioso aiuto dei bambini che frequentano la palestra del Gapa di San Cristoforo, dove le tre ragazze si alleneranno e metteranno su uno spettacolo da presentare al pubblico entro fine marzo.

«Ci interessa il rapporto con la cultura siciliana e con la gente - spiega ancora la giovane genovese - È uno dei punti principali della nostra ricerca. Vogliamo organizzare laboratori per bambini in cui sperimentare giochi di strada e movimenti, ma il progetto definitivo prenderà vita a poco a poco». Un mese sembra poco ma la danza spesso è un mondo di nomadi che si spostano da un posto all’altro. «Sono sempre in giro - conferma Jessica - mi sono appena spostata da Londra a Catania e tengo sempre la valigia pronta per ogni nuova avventura». Dove le porterà tutto questo gironzolare - che è «un po’ una necessità artistica e, dice, un po’ un’opportunità per scoprire il mondo» - non lo sanno ancora, ma si augurano di riuscire, un giorno, a mantenersi con l’arte che amano, una professione troppo spesso scambiata per semplice hobby.