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Foto di: Dario De Luca

Super Camera, Crocetta vuole revoca accorpamento
«Ancora commissariamenti, ma non è colpa nostra»

Luisa Santangelo

Politica – Il presidente della Regione Siciliana rende noto il contenuto di una lettera del ministro Carlo Calenda. Il quale annuncia l'intenzione di fare passare al vaglio della conferenza Stato-Regioni (la prossima si terrà domani) la possibilità di annullare il decreto che unisce i tre enti camerali della Sicilia orientale

La prossima conferenza Stato-Regioni è convocata per domattina. Non è chiaro, però, se sia già questa l'occasione che vuole sfruttare il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda per parlare della revoca del decreto di accorpamento delle Camere di commercio di Catania, Siracusa e RagusaCome anticipato questa mattina da MeridioNews, la Regione Siciliana ha scelto di passare la palla a Roma sul tema dell'accentramento degli organismi della Sicilia orientale nel capoluogo etneo. Ma solo dopo avere rinviato in più di una circostanza la riunione del nuovo consiglio camerale nel corso della quale si sarebbe dovuto nominare il presidente di quello che è, nei fatti, una centrale di potere. Adesso sul caso interviene il governatore Rosario Crocetta che, in una nota, diffonde il contenuto della lettera di Calenda: «Il ministro comunica di condividere la mia richiesta di non procedere all'accorpamento e di portare in conferenza Stato-Regioni la nuova proposta, che prevede l'autonomia delle Camere di commercio di quel territorio».

«Con questa soluzione - continua il presidente - andiamo incontro alle esigenze dei territori e rispondiamo alle tante richieste che sono arrivate dalle istituzioni locali. Sono sempre stato contrario all'accorpamento e finalmente c'è lo stop a una procedura non condivisa». Crocetta fa poi riferimento alle «nuove vicende giudiziarie che ipotizzano irregolarità». Che del tutto nuove, però, non sono. Si parla infatti delle presunte iscrizioni gonfiate ad alcune associazioni di categoria che avrebbero avuto lo scopo di accrescere il potere di una o un'altra fazione nella corsa ai seggi del consiglio della super Camera. Dopo la fusione degli enti catanese, siracusano e ragusano, il nuovo presidente avrebbe avuto la maggioranza, per esempio, nel consiglio di amministrazione di Sac, la società che gestisce l'aeroporto di Catania.

E proprio allo scalo di Fontanarossa porta uno dei filoni dell'inchiesta della magistratura di Catania sulla super Camera. Con l'accusa di abuso d'ufficio sono indagati tutti i componenti del tavolo che, lo scorso 25 luglio, ha nominato amministratrice delegata di Sac l'imprenditrice Ornella Laneri (indagata lei stessa). In primis, il sindaco Enzo Bianco. L'unico a non essere finito nei fascicoli della procura etnea è Giuseppe Giannone, presidente della Camera di commercio di Ragusa e unico a votare contro la nomina di Laneri, poi annullata perché non aveva i requisiti necessari per ricoprire quel ruolo. Gli altri indagati sono i commissari inviati da Palermo Maria Grazia Brandara, Roberto Rizzo, Antonino Lutri Dario Tornabene (commissario della Cam Com di Siracusa). 

«Revocherò immediatamente il decreto di accorpamento - aggiunge Rosario Crocetta - collaboreremo col ministro per avviare le nuove procedure. Ovviamente questo ci costringe a continuare l'attuale commissariamento, ma non è colpa nostra. Vogliamo lavorare per dare immediatamente autonomia alle categorie, però con trasparenza». Un'ultima stoccata va, infine, a chi aveva ipotizzato uno stop dovuto alle pressioni arrivate dal Siracusano, già privato dell'autorità portuale di Augusta dopo la decisione ministeriale di trasferire la sede della nuova Autorità di sistema a Catania. «Credo di aver dato ai territori una risposta chiara e netta. E soprattutto dimostrato, al contrario di quanto si è detto a sproposito sull'autorità portuale di Augusta, dove i problemi di legalità di quel porto hanno sicuramente contribuito a creare una battuta d'arresto e non a negare il ruolo chiave che ha quel porto, che il presidente della Regione tratta con equità tutti i territori».