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Foto di: Luisa Santangelo

Consiglio, sindaco Bianco chiede di parlare per primo
«Glielo abbiamo permesso, ma resterà fino alla fine»

Luisa Santangelo

Politica – Questa mattina i capigruppo al senato cittadino sono stati convocati dal primo cittadino. Oggetto dell'incontro la possibilità che la relazione di Enzo Bianco preceda gli interventi dei consiglieri all'appuntamento di domani sera a Palazzo degli elefanti. «Abbiamo accettato per garbo istituzionale», spiega Sebastiano Arcidiacono

Una conferenza dei capigruppo convocata direttamente dal sindaco di Catania Enzo Bianco, per la prima volta dall'inizio di questa esperienza amministrativa. E la richiesta, formulata i virtù del «garbo istituzionale» e accolta per lo stesso motivo, di fare intervenire il primo cittadino all'inizio della seduta di domani sera. Anziché, come la prassi dei Consigli straordinari vorrebbe, solo dopo gli interventi dei consiglieri eletti al senato cittadino. È l'esito dell'appuntamento di questa mattina tra Bianco e i rappresentanti dei gruppi consiliari di Palazzo degli elefanti a proposito del Consiglio comunale straordinario fissato per le 19.30 di martedì. Tutti presenti, tranne il capogruppo di Forza Italia Santi Bosco e quello di Catania 2.0 Tuccio Tringale. «Un incontro cordiale», lo definisce il vicepresidente vicario del Consiglio Sebastiano Arcidiacono, primo firmatario della richiesta di convocazione del sindaco in municipio.

Alla base di tutto c'è il rispetto di un obbligo di legge: ogni sei mesi un sindaco deve presentare ai consiglieri una relazione sullo stato di avanzamento del programma elettorale. Cosa che nel capoluogo etneo non è mai stata fatta. Finché 23 consiglieri, guidati proprio da Arcidiacono, hanno inoltrato una richiesta formale. Alla quale Bianco ha risposto, scegliendo di essere presente. Oggetto del contendere, però, è stata la formula di questa seduta consiliare: le relazioni semestrali prevedono che sia il sindaco a parlare per primo; i Consigli comunali straordinari, invece, vogliono prima l'intervento degli eletti e poi le risposte di chi viene convocato. Alla fine, la convocazione ha parlato: un Consiglio straordinario. La cui struttura, però, sarà ribaltata.

«Il primo cittadino ha domandato di potere relazionare per primo, nonostante la prassi contraria. La conferenza dei capigruppo ha accolto questa richiesta, ponendo però alcune condizioni». La prima è che ci sia un intervento introduttivo, che si deve ancora decidere chi farà, nel quale si spiega che non si tratta di una seduta normale e racconta la premessa. La seconda conditio sine qua non, invece, è che il sindaco Enzo Bianco non vada via dopo la sua relazione, ma resti fino al termine degli interventi dei consiglieri. «A quel punto avrà diritto di replica», precisa Manlio Messina, capogruppo di Fratelli d'Italia e principale esponente dell'opposizione.

«Allo sgarbo istituzionale di non relazionare in Consiglio non si risponde con un altro sgarbo istituzionale - continua Arcidiacono - Non sono rapporti personali, sono rapporti formali. Rappresentiamo un'istituzione e dobbiamo tenere un profilo alto». I contenuti, del resto, non dovrebbero cambiare. La relazione del sindaco è composta da 22 pagine ed è già stata diffusa agli eletti al senato cittadino. Un elenco di successi che parte dai presunti fallimenti delle amministrazioni precedenti. «Il mio intervento non cambierà di certo - prosegue il vicepresidente vicario - E credo che i miei colleghi saranno d'accordo. Del resto non facciamo un'opposizione preconcetta».

«In questo modo è stato chiarito che il sindaco deve passare attraverso l'autorizzazione dell'organismo competente e questa è già una vittoria - aggiunge Manlio Messina - Lui ha garantito che resterà fino alla fine, ha preso un impegno rispetto a un accordo che, altrimenti, non si sarebbe raggiunto». E anche lui pone l'accento sui contenuti: «Sono curioso di sentire se dirà altro, al di là di quello che ha scritto. Io preferisco che sia lui a parlare per primo, così potremo formulare delle controrelazioni sulla base delle sue affermazioni e non di quello che pensiamo potrebbe dire».