Furto di vino pregiato a ristorante di Taormina
Arrestate tre persone fra Adrano e Biancavilla

Simona Arena

Cronaca – I carabinieri hanno fatto luce sul colpo effettuato a maggio 2016 ai danni del locale Tiramisù. A essere portate vie furono circa 200 bottiglie, con i malviventi che riuscirono a manomettere il sistema d'allarme e di videosorveglianza. Responsabili sarebbero stati Salvatore Santangelo, Alfio Petralia e Antonino Nicosia

Avevano le ore contate e alle prime luci dell’alba, a Biancavilla ed Adrano, i carabinieri di Taormina in collaborazione con quelli di Paternò hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di Salvatore Santangelo, 38 anni di Adrano, Alfio Petralia e Antonino Nicosia, rispettivamente di 47 e 26 anni ed entrambi originari di Biancavilla. Devono rispondere di furto aggravato in concorso e tentata estorsione.

Antonino Nicosia

Alfio Petralia

Salvatore Santangelo

L’ operazione, denominata Tiramisù, nasce a maggio 2016, quando alcune persone con il viso coperto da passamontagna si sono introdotte all’interno del ristorante di Taormina Tiramisù, dopo aver rotto il lucchetto d’ingresso e manomesso sia l’allarme - buttato in un bidone contenente acqua - che il sistema di videosorveglianza interno ed esterno. Una volta dentro, avevano portato via circa 200 bottiglie di vini pregiati per un valore di 40mila euro. Per farlo non avevano esitato a mandare in frantumi la vetrina che custodiva i vini. 

Dopo aver messo a segno il colpo, i ladri avevano chiesto il pagamento di un riscatto per restituire la refurtiva, minacciando, in caso contrario, la distruzione delle bottiglie. Un classico esempio di cavallo di ritorno che in questo caso colpiva uno dei settori tipici della cittadina ionica, ovvero la ristorazione di qualità. Il proprietario del ristorante ha subito presentato denuncia ai militari, che hanno così potuto avviare un’intensa indagine che presto li ha portati all’individuazione dei responsabili.

Stando alla ricostruzione degli investigatori, Santangelo sarebbe stato il mandante, mentre Petralia e Nicosia gli esecutori. Con il primo a fare da palo e autista del mezzo utilizzato per trasportare la refurtiva. Il gip ha disposto la custodia cautelare nel carcere di piazza Lanza per Santangelo, mentre per gli altri due sono stati decisi gli arresti domiciliari.