Gettonopoli Aci Catena, sette a processo
Giudice proscioglie quattro ex consiglieri

Simone Olivelli

Politica – Risale a pochi minuti fa la sentenza del gup del tribunale di Catania, sulla vicenda che lo scorso anno ha travolto il consesso civico. A essere sollevati dall'accusa di falso e truffa sono l'ex vicesindaco Giovanni Grasso e gli ex colleghi Pippo Sciacca, Michele Puglisi e Rosario Sorbello. Per gli altri prima udienza il 13 ottobre

Sette rinvii a giudizio e quattro proscioglimenti. Questo il verdetto del giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Catania, Giovanni Cariolo, sulla gettonopoli ad Aci Catena. La sentenza è arrivata pochi minuti fa. A essere sollevati dalle accuse di truffa e falso sono l'ex vicesindaco Giovanni Grasso, per non aver commesso il fatto; gli ex consiglieri Michele Puglisi e Pippo Sciacca, perché il fatto non costituisce reato, e Rosario Sorbello, per il quale il gup ha stabilito che in parte il fatto non sussiste e in parte per non aver commesso il fatto. 

A finire alla sbarra saranno, invece, Giuseppe Aleo, Luigi Citrato, Luca Grancagnolo, Salvatore Leonardi, Venerando Sapuppo, Giuseppe Sorbello e Giuseppe Urso. Per loro il processo inizierà il 13 ottobre. 

L'inchiesta è nata in seguito agli esposti in procura da parte dell'associazione Aci Catena Bene Comune e del Movimento 5 stelle. Al centro delle indagini, per le quali i magistrati hanno fatto riferimento anche a un perito informatico, ci sono i verbali delle commissioni consiliari. Con l'accusa che ritiene gli ex consiglieri - decaduti dopo le dimissioni dell'ex sindaco Ascenzio Maesano, arrestato per un presunto giro di tangenti a ottobre scorso e prossimo a essere processato - responsabili di aver contraffatto i documenti, per evitare che emergessero le presunte irregolarità. Tra le quali la compresenza in più commissioni.

Tra coloro che sono stati prosciolti, anche due possibili futuri candidati a sindaco. Si tratta di Pippo Sciacca e Giovanni Grasso, con quest'ultimo che nelle settimane scorse ha dichiarato di voler attendere il verdetto del gup prima di valutare un'eventuale corsa alla fascia di primo cittadino.