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Porto, sedicenne era obbligata a prostituirsi
Illusa con promessa di un posto da badante

Redazione

Cronaca – Una 33enne di origini rumene ha condotto, insieme a un suo connazionale, la vittima in Italia, con la falsa promessa di un lavoro. Dopo avere chiesto aiuto al padre, la polizia ha rintracciato la minorenne, che adesso si trova in una struttura protetta, e bloccato la donna, attualmente reclusa nella casa circondariale di piazza Lanza

La polizia etnea ha fermato una cittadina rumena di 33 anni, Mariana Ozsvat, perché indiziata del reato di sfruttamento della prostituzione minorile. La vicenda è stata scoperta durante il pomeriggio del 13 marzo, quando un cittadino rumeno si è presentato agli uffici di una questura del Nord Italia per denunciare che la figlia, di sedici anni, durante la notte, l’aveva chiamato implorando aiuto perché costretta a prostituirsi in strada. La ragazza ha detto al padre di trovarsi a Catania e di essere trattenuta contro la sua volontà in un’abitazione del quartiere di San Cristoforo, della quale ha fornito via e numero civico, da una coppia di connazionali che alla fine del mese di gennaio l’avevano condotta in Italia con la falsa promessa che avrebbe svolto il lavoro di badante.

Il personale della squadra mobile, sezione criminalità straniera e prostituzione, ha avviato le indagini e ha scoperto che in effetti la minore era entrata in Italia dalla frontiera di Trieste in compagnia di due individui, un uomo e una donna, quest’ultima già nota per essere stata precedentemente coinvolta in vicende collegate al fenomeno della prostituzione. Sono pertanto iniziate le ricerche della ragazzina sia presso l’abitazione indicata dal padre, che in altri luoghi. Alla fine delle ricerche la giovane è stata trovata nel quartiere etneo, in compagnia di un uomo, suo connazionale. Condotta in commissariato, la ragazza ha dichiarato di essere giunta a Catania circa un mese fa, a bordo di un’autovettura con targa italiana, insieme a Mariana Ozsvat e all'altro cittadino rumeno. Secondo la ragazza, era stata la donna a proporle di trasferirsi in Italia, precisamente a Catania, prospettandole la possibilità di un lavoro regolare ma, accettata la proposta, è stata condotta in un appartamento e in seguito avviata alla prostituzione.

Il racconto della ragazza è proseguito dicendo che, prostituendosi avrebbe dovuto restituire i soldi anticipati dai suoi connazionali per il viaggio fino in Sicilia, pagando anche il vitto e l'alloggio. Ozsvat le ha subito consegnato un telefono munito di scheda e degli abiti succinti da indossare per prostituirsi nei pressi del porto di Catania, sotto il vigile controllo della stessa, che aveva imposto le tariffe che la ragazza doveva chiedere per le prestazioni. Nel caso in cui gli incassi fossero stati esigui, Ozsvat l'avrebbe rimproverata a muso duro.

Mentre era in corso la verbalizzazione, la polizia, grazie a degli appostamenti, ha sorpreso la sfruttatrice mentre faceva rientro a casa. La donna è stata bloccata e accusata del reato di sfruttamento della prostituzione minorile. Al termine dell'operazione, la cittadina rumena è stata condotta alla casa circondariale di piazza Lanza, mentre la ragazza è stata affidata a una comunità protetta.