Bronte, studenti del Benedetto Radice al Quirinale
Alunni incontrano e intervistano Sergio Mattarella

Giorgia Lodato

Formazione e lavoro – È il secondo anno che gli allievi della scuola etnea si recano a Roma a visitare i giardini e alcune stanze speciale dello storico palazzo ma, lo scorso 16 marzo, si sono intrattenuti per un'ora con il presidente della Repubblica. «È stato paterno e familiare», racconta a MeridioNews la preside Maria Pia Calanna

«È stata un'esperienza positiva e gratificante per i ragazzi, un invito insperato che ci premia del lavoro svolto in questi anni». A parlare è Maria Pia Calanna, da tre anni preside dell'istituto Benedetto Radice di Bronte, tra le quindici scuole del Paese ricevute lo scorso 16 marzo da Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ha invitato per la prima volta al Quirinale una delegazione di istituti che hanno come comune denominatore l'impegno continuo sui temi di legalità, innovazione digitale e avanguardia educativa. «Abbiamo inviato più volte in dono al presidente alcuni dei nostri lavori più significativi sulla cittadinanza attiva - spiega a MeridioNews la dirigente scolastica dell’istituto brontese - I nostri studenti sono stati per due anni di seguito in visita al Palazzo».

Questa volta, però, è stata un po' più speciale, visto che oltre a visitare i giardini e alcune stanze speciali dell’edificio, gli allievi hanno incontrato Mattarella in persona, che li ha lasciati sorpresi per la sua cordialità. Un riconoscimento importante per le numerose attività che la scuola svolge per sensibilizzare la comunità, come quelle portate avanti a fianco dell’associazione Libera, i lavori organizzati nelle terre confiscate alla mafia, le visite e i progetti al tribunale di Catania, le simulazioni di processi tra i banchi di scuola.

«Sono iniziative che possono far capire ai ragazzi tante dinamiche che studiate solo sui libri, si sa, non fanno lo stesso effetto», chiarisce Calanna. Proprio queste attività hanno fatto conquistare ai giovani studenti l’apprezzamento del capo dello Stato, che durante l'udienza di un'ora si è dimostrato «paterno e familiare», rispondendo in modo puntuale alle quindici domande degli studenti - dalle esperienze personali all'emozione di diventare presidente della Repubblica - e dando risposte che hanno colpito la platea. «Delle lezioni di vita che importeremo nella nostra scuola e comunità, attraverso una discussione tra gli alunni che sono rimasti in classe e quelli che hanno partecipato all’incontro».

Tra questi ultimi il sedicenne Luigi Petralia, a cui è toccato il compito di intervistare Mattarella. «Non capita tutti i giorni un’occasione del genere», dice lo studente, che ha studiato la domanda da fare con i compagni e i professori. «È stato un onore incontrarlo e potergli chiedere quale atteggiamento dobbiamo assumere per guardare con ottimismo al futuro. Mi sentivo teso ed emozionato, considerata la massiccia presenza di pubblico», racconta. Inaspettata per lui e per i compagni la risposta del presidente, che ha paragonato la vita di classe, e della società in generale, a una squadra di rugby che per ottenere la vittoria avanza e indietreggia insieme. 

«Bisogna essere solidali, aiutarsi e aspettarsi, a scuola come in una comunità democratica», conferma e riferisce la preside Calanna, che aggiunge come Mattarella abbia incoraggiato i ragazzi a percorrere sempre la via della rettitudine e dell'onestà, perché alla fine ciò che paga è il comportamento corretto e responsabile. «Siamo rimasti colpiti dal fatto che ha stretto la mano a tutti, senza distinzione d’età o di ruolo, riuscendo ad avvicinare i più giovani al mondo della politica, che quando vuole non è poi così distante, ma riesce a essere reale e non un show da guardare in televisione».