Discarica Oikos, ok dei giudici su rispetto ambiente
Attivisti: «Passo indietro, la decisione è discutibile»

Mattia S. Gangi

Cronaca – I magistrati del Consiglio di giustizia amministrativa hanno accolto l'appello dei legali della società della famiglia Proto e hanno ritenuto gli impianti conformi alla normativa sull'inquinamento. Soddisfatti i rappresentanti dell'azienda mentre dai comitati si levano le prime voci di protesta

È arrivata da soli due giorni ma la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, che ha sbloccato l'istanza di rinnovo per l'autorizzazione integrata ambientale della discarica Oikos, ha già creato scompiglio tra cittadini e comitati che da anni si battono per la chiusura della struttura di Misterbianco e Motta Sant'Anastasia. I magistrati di Palermo, in soldoni, hanno accolto l'appello dei legali della società che avevano richiesto il loro intervento contro la decisione presa dall'amministrazione regionale è stata anche condannata a pagare le spese processuali. L'impianto di Valanghe d'inverno torna dunque a essere considerato conforme alla disciplina che regola il rispetto dell'ambiente e, in particolar modo, le emissioni industriali e i valori di inquinamento atmosferico

Il consiglio, in particolar modo, parla di «grave lacuna» nella motivazione del provvedimento che in primo grado non sarebbe stata rilevata dal Tar. «Il tribunale - si legge nella sentenza - ha omesso di notare che dall'amministrazione (regionale, ndr) non risultava in realtà operata alcuna valutazione delle ragioni per cui il protrarsi del funzionamento della discarica avrebbe potuto nuocere all'interesse pubblico; né tantomeno - aggiungono i giudici - era stata effettuata alcuna forma di comparazione tra interessi pubblici e privati».

«Siamo contenti e soddisfatti - spiega a MeridioNews Rocco Todero, legale difensore della Oikos spa - Devo dire che ci aspettavamo questo tipo di risposta da parte della magistratura. I giudici - continua l'avvocato - hanno stabilito che le valutazioni urbanistiche sulle quali si basava il provvedimento della Regione erano errate. Ciò dimostra - conclude - che bisognerebbe smettere di perseguitare una società importante come questa che da anni opera correttamente e che sta avendo ragione in tutti i procedimenti giudiziari nei quali è chiamata a rispondere».  

Di parere completamente opposto è il consigliere comunale di Motta Sant'Anastasia e attivista del comitato No discarica Danilo Festa che, sulla propria bacheca Facebook, scrive una breve nota dove parla chiaramente di «ritorno al passato». «Con una sentenza discutibile vengono spazzati tre anni di lotte e di atti amministrativi - argomenta Festa - Si ritorna al 2014, al parere favorevole di Anastasio Carrà e del nostro Comune, alla vergogna di essere rappresentati da un sindaco che non fa gli interessi della collettività, alla voglia di andare via da questa terra».

«La scelta è pazzesca - aggiunge Anna Bonforte, attivista del comitato di Misterbianco - Non solo legittima commissari e Oikos a stare in giudizio, ma esclude tutti i motivi che per "dissenso costruttivo" la Regione avrebbe dovuto far valere nelle due conferenze dei servizi del 2014 propedeutiche al diniego del rinnovo dell'Aia». A questo fronte si aggiunge inoltre quello del contrasto alla nuova delibera di giunta del Comune di Motta, con la quale è stato dato parere positivo alla costruzione di un grande inceneritore. «Che luogo mostruoso stiamo lasciando ai nostri figli? Quante buche asfaltate e piante ornamentali serviranno per far dimenticare tutto ai mottesi?», si chiede infine Festa. Proprio questa sera il senato cittadino del paese etneo dovrà esprimere il proprio giudizio sulla vicenda e, come immaginabile, si prevede un'opposizione infuocata.