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Foto di: Marco Militello

Ex monastero Santa Chiara, i lavori proseguono
Oggi sopralluogo di commissione Lavori pubblici

Marco Militello

Politica – La struttura settecentesca è interessata da lavori di consolidamento e messa in sicurezza. Gli spazi diverranno uffici e un polo museale collegato al Castello Ursino. Alcuni vani andranno alla comunità di Sant'Egidio. Le verifiche dei consiglieri hanno fatto emergere aspetti positivi e qualche ombra. Guarda le foto

Un polo museale collegato al Castello Ursino, uffici e alcuni vani destinati - per mezzo di un accordo con l'amministrazione comunale - alla comunità di Sant'Egidio. Sono le tre destinazioni degli spazi dell'ex monastero di Santa Chiara, struttura settecentesca situata alle spalle dell'omonima chiesa di via Garibaldi, che si affaccia sulle vie Santa Chiara, Transito e Castello Ursino. All'interno sono in corso operazioni di consolidamento, messa in sicurezza e riqualificazione derivanti da due diversi filoni di finanziamento. E questa mattina, a partire dalle 9, la commissione consiliare Lavori pubblici ha effettuato un sopralluogo per verificare l'avanzamento dei lavori. Riscontrando un buon numero di aspetti positivi, assieme a qualche nota dolente

Il primo stralcio dei lavori attiene alla ristrutturazione dei locali e delle facciate che danno su via Transito e, in parte, su via Castello Ursino, oltre che all'edificio ex Oda. I fondi sono stati inoltre impiegati per consolidare e mettere in sicurezza la parte storica dell'intero stabile. Qui il finanziamento deriva dalla legge (la numero 433 del 1991) con cui la Protezione civile pose rimedio ai danni provocati al patrimonio edilizio nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa dal terremoto del dicembre 1990. La sua entità era di 4,3 milioni di euro, ma il ribasso d'asta di circa 700mila euro è già stato riassorbito dal Dipartimento regionale come economia di amministrazione. 

La seconda parte rientra invece nel Patto per Catania, alla voce Fondo per la coesione e lo sviluppo. In questo caso sono disponibili 2,2 milioni di euro per completare la rimanente parte dell'edificio, dove ricade anche una meravigliosa corte settecentesca, eseguire le opere di finitura e ultimare l'impiantistica. L'ufficio lavori Pubblici, in collaborazione con l'avvocatura comunale, sta cercando una formula giuridica per far scattare la seconda tranche subito dopo il completamento della prima, senza fare uscire l'impresa Castrogiovanni di Alcamo, la cui performance avrebbe finora soddisfatto i tecnici e la stessa commissione competente. 

Sul piano strutturale, i membri della commissione non hanno rilevato particolari criticità. Il sopralluogo ha attraversato quasi tutte le ali dell'edificio - che è un autentico mosaico di scorci suggestivi - a partire da un primo cortile a cui si accede da via Transito. Qui, negli anni '60, nonostante il valore storico e architettonico del posto, era stato costruito un locale in cemento che ora è stato completamente abbattuto, fondazioni comprese. Un punto critico piuttosto rilevante riguarda l'accesso dei disabili ai locali - praticamente ultimati - di via Santa Chiara, che dovrebbero divenire uffici, ma non è chiaro se di pertinenza museale o dell'amministrazione comunale. L'unico ingresso è rappresentato da una scala in marmo. L'ascensore interno non è stato rimesso in funzione, a sentire i tecnici, per via del frazionamento degli appalti necessario per mettere in sesto l'ala dell'edificio che ospita da oltre un anno gli uffici dell'agenzia Frontex. Il presidente della commissione Niccolò Notarbalo ha tuttavia insistito affinché gli uffici trovino una soluzione. Una delle ipotesi sarebbe l'applicazione di un apposito montascale.