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Sostare, polemica su Carta servizi da settemila euro
Cos'è e cosa contiene il documento sulle strisce blu

Cassandra Di Giacomo

Cronaca – Lo scrittore Ottavio Cappellani è stato pagato settemila euro dalla società che gestisce il parcheggio a pagamento in città per redigere il pdf sull'offerta della partecipata. Sul web le critiche sono corse veloci. «A un altro professionista, per la stessa attività, avremmo dovuto dare tra i 15 e i 20mila euro», dice il presidente Luca Blasi

Poco meno di 389 euro a pagina, grafica inclusa. È questa la cifra spesa dalla società partecipata al cento per cento dal Comune di Catania, la Sostare, per avere la sua Carta dei servizi. Una somma che, nel giro di poche ore, ha sollevato un vespaio di polemiche corse molto velocemente sui principali social network. Critiche che sono piovute sul presidente della ditta, il penalista Luca Blasi, e sull'autore del documento, lo scrittore catanese a lui vicino Ottavio Cappellani. All'autore, infatti, con un affidamento diretto in economia la partecipata ha assegnato lo scorso 26 ottobre «redazione carta servizi, testo e documenti aziendali per un importo complessivo di settemila euro», come si legge nel procedimento pubblicato sul sito di Sostare. «Sono sicuro di avere recato un vantaggio alla società, sia in termini economici che di immagini», replica il vertice dell'azienda che gestisce il parcheggio a pagamento nel capoluogo etneo. 

La Carta dei servizi è un documento attraverso il quale un'azienda che svolge attività pubbliche si presenta ufficialmente ai clienti, precisando quali sono le proprie prestazioni e i relativi standard. Introdotta 23 anni fa da una direttiva del presidente del Consiglio (era il 27 gennaio 1994), nasce come uno strumento utile sia alla ditta che se ne dota che all'utenza. In molti casi però, le pubbliche imprese sono indietro su questo fronte. «Quest'anno, per essere in regola con la legge, bisogna produrla entro il 31 gennaio 2017. Il termine, poco dopo, è stato prorogato al 30 aprile ma, a quindici giorni della prima scadenza la Sostare era l'unica a posto», attacca Luca Blasi. Il quale aggiunge: «Non solo ne eravamo dotati ma, a mio avviso, avevamo ricevuto un documento eccellente sotto ogni profilo». 

«Avrei molte cose da dire in effetti ma ritengo che la sede più opportuna per proseguire su questa polemica non sia la stampa», dichiara a MeridioNews Ottavio Cappellani. Il documento di Sostare (leggi), nello specifico, è formato da 18 pagine che includono una sezione in cui si trova la presentazione della ditta, i suoi principi ispiratori, le finalità e la mission. A questa ne segue un'altra con informazioni più tecniche come le tariffe, le aree di rimozione dei veicoli, le forme di pagamento, le multe, gli abbonamenti e gli orari di attività sul territorio. A chiudere una lunga lista di contatti. «L'affidamento diretto è andato a Ottavio Cappellani sulla base del suo curriculum e del preventivo di spesa, quest'ultimo del 50 per cento abbondante inferiore ai prezzi di mercato a parità di professionalità», spiega Luca Blasi. «Lo scrittore è stato scelto pure perché possiede la partita Iva per lo sviluppo di testi, il cosiddetto storytelling, un lavoro che ha svolto per tre anni consecutivi alla casa automobilistica Audi, in Germania», aggiunge il presidente di Sostare. 

«Non capisco e non commento il resto delle questioni nate attorno a questa vicenda - continua - L'autore della Carta dei servizi si è pure occupato della grafica e dell'impaginazione compatibile con il nostro sito, sul quale il documento è stato caricato, concentrando in un unico soggetto, con un solo prezzo, quello per cui sarebbero stati necessarie almeno due figure». Il file caricato sul sito della partecipata comunale è un pdf che contiene poco meno di tremila parole, inclusi titoli dei paragrafi, numeri di telefono e indirizzi (email e fisici). Per un costo di circa tre euro a parola, ancora una volta comprensivi di impaginazione e grafica. Per Luca Blasi il risparmio per le casse della società, in questo caso, è stato notevole, così come quello generale sul lavoro: «A parità di curriculum, un affidamento del genere, con un po' di fortuna, non sarebbe mai costato meno di diecimila euro considerato che la media è tra 15 a 20mila».