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Fontanarossa, ampliamento pista declassato
Torrisi: «Opera indispensabile per territorio»

Marco Militello

Economia – Il Def e la manovra correttiva del governo nazionale collocano «in fase di review» il progetto di sviluppo dell'aerostazione etnea. La reazione dell'ad di Sac Nico Torrisi. La settimana prossima tavolo romano con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio

Il Def (documento di Economia e finanza) e la manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro varati dal governo Gentiloni non prevedono alla voce opere prioritarie l'ampliamento della pista dell'aeroporto Fontanarossa. I due provvedimenti dell'esecutivo pongono «in fase di review» il potenziamento dell'aerostazione catanese. Come per Fiumicino e Firenze, il piano di sviluppo dello scalo etneo sarà legato al rapporto tra l'evoluzione della domanda e gli interventi

Lo stop al progetto arriva in una fase nodale per la crescita della struttura, anche nell'ottica del suo collegamento alla città. Appena dieci giorni fa Sac aveva annunciato l'acquisizione di un terreno dall'Aeronautica militare, nella previsione dell'ampliamento - o dell'allungamento - della pista. 

«Quest'opera - dichiara Nico Torrisi, ad della Sac - è indispensabile per il territorio: prova ne sia la continua crescita del traffico dei passeggeri sul nostro scalo da novembre 2016 ad oggi (media del +19%, con quasi 8 milioni di utenti nel 2016) e l’attenzione di storiche e nuove compagnie aeree pronte a investire su Catania». La settimana scorsa la società che gestisce l'aeroporto aveva annunciato nuovi voli per la Russia previsti dalla prossima estate.  

L'amministratore delegato avrebbe sentito il presidente della Regione Rosario Crocetta e il sindaco Enzo Bianco. Quest'ultimo avrebbe già ottenuto la convocazione di un tavolo tra il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e una delegazione di Sac, che dovrebbe tenersi la settimana prossima. 

Sulla questione non nasconde preoccupazione l'Ugl catanese: «La decisione del ministero - lamentano il segretario cittadino del sindacato Giovanni Musumeci e il responsabile trasporto aereo Mario Marino - appare più che altro un pretesto per prendere ulteriormente tempo, magari per distrarre i fondi da qualche altra parte».