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Primarie Pd, la riscoperta dem di corso Indipendenza
Un cittadino: «Due euro? Me li hanno dati da portare»

Luisa Santangelo

Politica – Il gazebo nei pressi dell'istituto superiore Gemmellaro è uno dei più pieni. Per tutto il giorno il via vai di persone è continuo, ma molti non sanno per chi voteranno, o scelgono di non dichiararlo. A Librino, dove mesi fa l'exploit di tesserati aveva fatto discutere, si sono fatti vedere circa 500 neo-democratici. Guarda il video

Al seggio di corso Indipendenza il via vai di persone è continuo. Alle 17 a votare per le primarie del Partito democratico sono stati in 809. Un numero impressionante se si considera che alle primarie del 2013, quando Matteo Renzi era il lizza contro Pierluigi Bersani, al gazebo nei pressi dell'istituto di istruzione superiore Gemmellaro si sono presentati - in tutta la giornata - poco più di trecento cittadini. I numeri pesano. Anche a Librino, dove negli ultimi quattro anni gli iscritti al circolo sono passati dai cinquanta e spicci ai duecento e oltre: i votanti di questa tornata, intorno alle 16.30, superavano di poco i cinquecento. Di tesserati, però, se ne sono visti al massimo una settantina. Almeno fino a metà pomeriggio. I seggi si chiudono alle 20, ma a essere perplessi sono molti degli storici animatori del movimento dem catanese. «Si sono presentati a gruppi», dicono in molti a denti stretti, lontani dalle telecamere.

Nessuno vuole essere ripreso. Chi si lascia scappare una battuta di troppo se ne pente poco dopo. In corso Indipendenza, a un signore che non sa che si devono versare due euro per accedere alla votazione risponde un altro, più giovane: «A me li hanno dati per portarli qua». Pochi minuti dopo torna indietro. «Non me li ha dati nessuno, non è vero», rettifica. E guarda un capannello di persone fermo di fronte al gazebo. «Io avevo capito una cosa e invece era un'altra - continua - Non pubblicate niente perché sennò vi mettete nei guai anche voi». Del voto a queste primarie sono poche le persone che vogliono parlare. «Noi abbiamo votato tutt'e tre per Matteo Renzi», dice un uomo indicando il figlio e la moglie. «Quale delle tre mozioni preferisce?», è la domanda a una donna in fila per votare. «Non ho ancora capito bene cosa dicono - risponde lei - Deciderò con un colpo di fulmine».

In piazza Europa, sono intorno ai 700, lo stesso numero registrato piazza Cavour. In piazza Santa Maria Ausiliatrice, nel quartiere di Cibali, a metà pomeriggio i votanti sono 250. Un centinaio in più, circa 350, al seggio di San Giovanni Galermo. Quasi la metà di quelli che, invece, si sono presentati a piazza Stesicoro, che accoglieva gli aventi diritto della prima circoscrizione. A mezzogiorno i big della politica catanese sono tutti lì: dal deputato nazionale Giuseppe Berretta a quelli regionali Luca Sammartino e Valeria Sudano, passando per la presidente del Consiglio comunale Francesca Raciti e la consigliera Erika Marco. L'affluenza nel seggio principale è stata altissima, soprattutto nelle prime ore della mattinata. Intorno a ora di pranzo va scemando. A osservare con attenzione lo svolgimento delle operazioni di voto c'è Giuseppe Gelsomino, responsabile della lista che sostiene Matteo Renzi e figlio del consigliere comunale Rosario Gelsomino

È lui ad accogliere due cittadini che lo salutano calorosamente. Va in un angolo, dietro al gazebo, e dà loro alcune monete. «Gli stavo cambiando i soldi - risponde alla domanda di MeridioNews - È perché qua non ce n'erano, sono andati a prelevare e io glieli ho scambiati». «Abbiamo votato Renzi», dicono i due elettori, subito dopo avere infilato la scheda nell'urna. Il problema degli spiccioli sembra essersi riproposto anche a Librino, sotto lo sguardo vigile del presidente di municipalità Lorenzo Leone, dove qualche frizione si è registrata soprattutto in mattinata: tra chi non sapeva che si dovesse pagare, chi si è presentato senza documento d'identità e chi, invece, senza tessera elettorale. «Io non ho mai votato Partito democratico, è la prima volta - risponde un uomo anziano - Perché adesso sì? La vecchiaia», ride. È accompagnato da due ragazzi sulla ventina, entrambi entrano, votano ed escono velocemente. «Io sto pensando alle infradito», dice uno, voltandosi per non essere ripreso in viso.

«Più che le primarie del Partito democratico sembrano anticipate primarie di coalizione», dice a microfoni spenti un esponente di vecchia data dei democratici catanesi. «Ho visto persone che conosco e che non hanno mai votato centrosinistra. Qui ci sono anche i voti di Forza Italia. E tutto il blocco di Articolo 4». A stupire i più è l'exploit di corso Indipendenza. «È perché Renzi evidentemente è un nome forte, uno che la gente vuole con forza», spiega l'assessore alle Attività produttive Nuccio Lombardo, sul posto a chiacchierare con il presidente della circoscrizione Orazio Serrano. A poca distanza c'è anche il consigliere comunale Antony Manara, al quale qualcuno chiede indicazioni sul seggio da raggiungere. A sentire la maggior parte delle persone, la vittoria dell'ex presidente Matteo Renzi sembra essere scontata. Si contano sulle punte delle dita di una mano gli elettori che si dichiarano per il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Nessuno dice di avere votato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano