Via Santa Filomena, ristoratori in rete per riqualifica
«Fossimo un bene culturale, saremmo il più visitato»

Giorgia Lodato

Costume e società – «Riceviamo migliaia e migliaia di persone ogni sera, ma la strada va rivalutata». Lo dice Andrea Graziano, titolare di tre dei locali che animano la stradina del centro cittadino. Il primo dei problemi da risolvere, sarebbe il mancato rispetto della zona pedonale. «È assurdo dover convivere coi motorini», sostiene

«Riceviamo migliaia e migliaia di persone ogni sera, se fossimo un bene culturale saremmo il museo più visitato di Catania, la statua più vista o il quadro più fotografato». Vuole parlare chiaro Andrea Graziano, proprietario dei locali Fud, Fud Off e Il Sale Art Cafè in via Santa Filomena, dei problemi che interessano «una delle strade principali di Catania dal punto di vista enogastronomico e turistico che riunisce 12 locali tutti in regola, di alta qualità e diversi l'uno dall'altro». Per tutelare questo piccolo tesoro gli esercenti della zona hanno dato vita al gruppo Santa Filomena riunita, che si incrementa di anno in anno con nuove realtà e che oggi si è confrontato con l'amministrazione comunale sul progetto di riqualificazione da applicare alla via.

«Nel 2012 per rivalutare la strada abbiamo stilato un progetto la cui unicità stava nel fatto di essere a costo zero per il Comune - spiega Graziano a MeridioNews, disposto insieme ai colleghi ad autotassarsi a favore dell'arredo urbano -. Da cinque anni abbiamo protocollato la richiesta per realizzare questa iniziativa e oggi finalmente qualcosa si comincia a muovere». I proprietari dei locali si impegnano per migliorare i servizi offerti al pubblico pensando a piante e fioriere nuove e tutte uguali, gettacarte e posaceneri, wi-fi gratuito, videosorveglianza 24 ore su 24 e insegne verticali agli estremi della strada. Anche se il vero problema resta la chiusura al traffico che non viene rispettata adeguatamente.

«Il Comune non la cura e non la pulisce, colpa anche delle auto che sostano giorno e notte. Non chiediamo aiuti o fondi - continua l'imprenditore - ma solo che venga rispettata la normativa in vigore che prevede la chiusura al traffico». La mattina, racconta Graziano, la via si trasforma in un parcheggio a cielo aperto, mentre la sera i motorini sfrecciano accanto alla gente che mangia o ai bambini che giocano tra i tavoli. «È assurdo che in una strada chiusa al traffico come nei principali centri storici italiani si verifichino piccoli incidenti con i mezzi a due ruote».

Agli sforzi dei commercianti, però, si deve aggiungere l'attenzione del Comune, che dovrebbe impegnarsi per tenere sotto controllo il traffico della zona. «Abbiamo comprato le piante e ce le hanno distrutte le macchine, le pedane a norma ce le hanno rotte ed è impossibile lasciare qualcosa per abbellire». Una situazione destinata, si spera, a finire molto presto. Già dopo dieci minuti dall'incontro di ieri mattina con gli assessori Salvo Di Salvo e Nuccio Lombardo - che si occupano rispettivamente di Urbanistica e Commercio - sarebbero arrivate quattro transenne, un piccolo deterrente provvisorio per le auto in attesa di installare dei dissuasori elettronici. «I residenti non sono contrari a questo tipo di richiesta perché si rendono conto che questo progetto a spesa zero è utile per la riqualificazione dei servizi che offriamo».