Chiudi ✖
15

Foto di: Dario De Luca

Il Giro d'Italia visto dal fotografo Beardy McBeard
«Bella l'Etna, ma qui sono accadute cose mai viste»

Dario De Luca

Costume e società – Australiano, è tra i più seguiti reporter del ciclismo. Raccoglie le foto sul suo sito web ed è alla quarta partecipazione alla corsa rosa. «Il vulcano è fantastico», racconta a MeridioNews. Tra gli aneddoti: scene di inciviltà, la scalata del campanile di Presa e la colazione con i cannoli. Guarda il video

All'anagrafe australiana si chiama Marcus Enno ma sul web per tutti è Beardy McBeard. Tra i protagonisti del Giro d'Italia del centenario c'è anche lui. Di professione fotografo gira mondo è al seguito della carovana rosa partita in Sardegna con l'arrivo fissato per il 28 maggio a Milano. Barba lunga, occhiali da sole alla moda, pettorina rossa e una grande passione per le biciclette. Lo abbiamo scovato a poco meno di un chilometro dall'arrivo della tappa Cefalù-Etna. McBeard si aggirava tra i tornanti che precedevano il traguardo del rifugio Sapienza a caccia di uno dei tanti scatti che lo hanno reso celebre grazie al suo sito internet, beardyscaravan.com, e al suo profilo Instagram che raccoglie oltre 50mila fan. «Per me è la quarta volta al Giro. Prima di ogni tappa c'è un sacco di lavoro da fare online - racconta, intervistato da MeridioNews -. Trascorro molto tempo su Google maps per guardare i percorsi e trovare i punti migliori». L'obiettivo, come spiega il diretto interessato, è quello di «capire come arrivare da un punto all'altro dei tracciati e stare di fronte ai corridori». Nel suo passato ci sono anche la lotta contro il cancro e la chemioterapia. Un periodo complicato affrontato con determinazione, senza lasciare l'amata bicicletta e la macchina fotografica, diventando ambasciatore per la prevenzione tumorale percorrendo 1500 chilometri tra Australia e Giappone.

&feature=youtu.be

Sull'Etna si è appostato, per esempio, nella parte interna di una curva prima dell'arrivo riuscendo a fotografare la scalata solitaria del vincitore Jan Polanc ma anche i ciclisti siciliani Vincenzo Nibali e Paolo Tiralongo. Non sono mancate le foto al pubblico, cani compresi, e al panorama mozzafiato. «L'Etna è davvero fantastica. Mi è piaciuta tanto - spiega, per poi raccontare un aneddoto della suo passaggio nell'Isola -. Il giorno prima di questa tappa ci siamo fermati in un bar per una birra e ho detto al barista: "Vuoi venire a vivere in Australia e io mi trasferisco in Sicilia?". È il mio posto preferito in Italia, le persone sono molto carine e ci sono i più bei paesaggi in assoluto». La strada che ha condotto i ciclisti sull'Etna però ha forse tradito le sue aspettative. «Non era di montagna ma come un'autostrada che serve agli autobus per trasportare i turisti in quota ogni giorno». Insomma niente di paragonabile a quella palermitana che conduce al monte Pellegrino, pedalata da McBeard in sella alla sua bicicletta durante il primo giorno di riposo del Giro. 

Prima della partenza della tappa etnea il fotografo ha deciso di fare colazione con un cannolo siciliano alla ricotta, immortalando il momento con alcune foto pubblicate sul sito sito, affiancata da un invito senza giri di parole: «Venite in Sicilia a mangiare cannoli. Non importa se a colazione oppure no». L'esperienza sull'Etna però non è stata soltanto un pomeriggio positivo e indimenticabile ma anche un vero e proprio «Volcanic panic». Due parole, scelte per un post sul suo sito e affiancate dalle foto della quarta tappa, che riassumono quanto successo subito dopo il passaggio dei primi corridori. Quando il pubblico ha deciso di scavalcare le transenne e invadere la strada. Mettendo a rischio il passaggio dei ciclisti più lenti: «È successo qualcosa che non ho mai visto in una tappa del Giro - racconta -. Tutti hanno saltato le barriere intasando la strada. Senza le motociclette che facevano da apripista, i ciclisti sarebbero dovuti scendere e proseguire a piedi». Al suo obiettivo tuttavia è sfuggito un vero e proprio furto compiuto da uno pseudo-tifoso, quando mancava meno di un chilometro al rifugio Sapienza. Vittima il ciclista della CCC Michal Schlegel, che si è vistro sottrarre due borracce, come testimoniato da una foto pubblicata dalla pagina Facebook Ciclismo ignorante

Quando si parla di «punti migliori per le foto» il reporter australiano non intende però soltanto tornanti o strade ma anche zone impervie come alberi e addirittura campanili. Come quello di Presa, piccola frazione di Piedimonte Etneo. Da dove il Giro è passato durante la quinta tappa, la Pedara-Messina. «Stefano, un ragazzo, mi ha raccontato che il Giro era la prima volta che transitava dal suo paese e mi ha fatto vedere uno striscione che aveva sistemato in cima alla torre - racconta McBeard sul suo sito -. A questo punto gli ho chiesto di farmi fare alcuni scatti. Ha chiamato il prete al cellullare e poco dopo ci siamo arrampicati attraverso un'antica scala a chiocciola fino al campanile». Dopo la Sicilia, il viaggio di McBeard proseguirà in Calabria e nel resto d'Italia sempre alla ricerca di scatti che possano raccontare al meglio gli scenari meravigliosi che solo il ciclismo riesce a regalare.