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Multiservizi e Amt, giornate di sciopero per stipendi
Giacalone: «Motivi sono pretestuosi, soldi in arrivo»

Mattia S. Gangi

Cronaca – Dalle società partecipate non arrivano buone notizie per il mancato pagamento di alcune mensilità. Dopo un incontro in Comune con l'assessore al Bilancio Salvo Andò, una sigla decide di protestare domani mattina, mentre nell'azienda del trasporto urbano due sindacati proclamano lo stop il 29 maggio

Le partecipate continuano a essere il dente dolente dell'amministrazione guidata da Enzo Bianco. Dopo il cambio ai vertici, le società che forniscono servizi fondamentali conservano ancora alcuni gravi problemi di cassa, che hanno portato a diversi scioperi dei dipendenti in questi mesi, tutti ricollegabili sostanzialmente all'incapacità del Comune di pagare gli stipendi. Una situazione carica di tensione che difficilmente calerà, soprattutto in questi giorni, in cui sono previste due giornate di sciopero. Il primo si svolgerà domani e vedrà protagonisti i lavoratori di Multiservizi, mentre il secondo, quello dell'Amt, avrà luogo il prossimo 29 maggio

Sul primo versante, ieri sera il presidente Giovanni Giacalone, insieme al neo assessore al Bilancio Salvo Andò, ha convocato i sindacati autonomi dei lavoratori che, proprio una settimana prima avevano annunciato l'intenzione di incrociare le braccia. Durante il faccia a faccia, il rappresentante della giunta avrebbe presentato un accordo che garantirebbe il pagamento puntuale delle mensilità, salvo spiegare poi di avvisare i lavoratori in caso di ritardo. Soluzione che ha visto il benestare di tutti i sindacati, ma non della sigla Asal, che non si è ritenuta soddisfatta. «Non abbiamo accettato l'accordo perché non è stato rispettato neanche un punto delle nostre richieste - spiega il segretario catanese Gino Fragapane -  Noi volevamo certezze nei versamenti ma l'unica cosa che ha detto Andò è che ci avvertirà in caso di imprevisti». «Per salvare questa azienda - aggiunge - abbiamo rinunciato alla tredicesima del 2014 e a una parte della quattordicesima, e ci è stato tornato solo 30 per di quanto dovuto».

Di diversa opinione Francesco Scarffaloto di Cse Fulscam: «Abbiamo ottenuto puntualità degli stipendi e certezza degli arretrati, per quello che ci riguarda non parteciperemo - ha spiegato il sindacalista - Saremo i primi a scendere in campo, in caso contrario, ma siamo tranquilli dopo le rassicurazioni di ieri. Qualche ritardo può capitare, l'importante è che tutto sia restituito».

Per il presidente della partecipata Giovanni Giacalone, tuttavia, le motivazioni della mobilitazione sarebbero «pretestuose» : «Loro vogliono certezze sulle emissioni degli stipendi mensili, ma a oggi non hanno nessun arretrato - chiarisce a MeridioNews -  Sono presenti soltanto ritardi fisiologici di qualche giorno, non casi eclatanti. Noi - aggiunge Giacalone - paghiamo al massimo dieci giorno dopo e, con la crisi attuale, non mi sembra un disagio eccessivo». «Nella riunione che abbiamo fatto ieri con l'assessore e il capo di gabinetto - continua il presidente - ci siamo impegnati per fare tutto il prima possibile. Noi da buon padri di famiglia abbiamo l'interesse di far percepire tutto ai nostri lavoratori, ma non dobbiamo scordarci di pagare i fornitori. Non si può pretendere solo da un lato ma - conclude - vedremo alla fine quanti saranno a partecipare». 

Anche dall'azienda del trasporto urbano non arrivano buone notizie. A parlare sono i segretari regionale della Fast-Confsal e della Faisa-Cisal, sigle autonoma che hanno indetto un'intera giornata di stop per il prossimo 29 maggio. «Avevamo ritenuto opportuno revocare lo sciopero del 5 Maggio volendo dare ancora una volta fiducia all'ammistrazione comunale e al nuovo Cda - scrivono Giovanni Lo Schiavo e Romualdo Fischella in una nota - Ciononostante abbiamo avuto modo di registrare il lassismo totale e un'ulteriore inadempienza contrattuale da parte dei vertici della società».