Chiudi ✖
15

Via Ala, strada ancora transennata e Brt deviato
«Fermata in via Macchi, niente avvisi agli utenti»

Marco Militello

Cronaca – Dopo sette mesi dal crollo che ha deviato il percorso dei mezzi pubblici, nella strada alle spalle del carcere di piazza Lanza ancora non è cambiato nulla. Il Comune non si è mosso perché il bene è di proprietà della Regione, e intanto i cittadini hanno dovuto rimuovere i calcinacci con i propri mezzi. Guarda le foto

Sono passati sette mesi, ma in via Ala non è cambiato nulla. Le transenne occupano ancora la corsia del Brt sulla sede stradale, che rimane interdetta al traffico. L'arteria viaria, che costeggia il carcere di piazza Lanza, è chiusa da quando alcuni calcinacci si sono staccati dal palazzo storico che si trova al civico 63. Un edificio la cui proprietà e della Regione Sicilia, e su cui c'è una richiesta di consegna inoltrata a Palermo dall'ufficio Patrimonio del Comune. Disabitato da oltre 20 anni, in passato è stato tetto di fortuna per homeless. Ora è considerato pericolante. Frattanto - come aveva anticipato l'ex presidente dell'Amt Puccio La Rosa - il percorso del bus rapid transit è stato modificato, ma la cittadinanza non è informata. 

«L'altra mattina - spiega una cittadina in una segnalazione firmata - sono andata in piazza Lanza poco prima delle 8.50 per prendere il Brt. Dopo circa 20 minuti, un signore di passaggio ha detto a me e agli altri utenti in attesa che la fermata non si trova più lì, ma in via Luigi Macchi. E che ogni giorno molte persone lo attendono lì a vuoto, perché non c'è alcun avviso. Alla fine il bus è arrivato alle 9.15. Sebbene fossi fuori posizione, se ne fosse passato un altro lo avrei visto, perché transita da via Moscatello e poi svolta in via Macchi». Come se non bastasse, il sito web dell'Amt indica ancora il vecchio percorso del Brt1, con via Ala tra le strade attraversate dalla circolare veloce. Un servizio utilizzato da moltissimi cittadini e turisti. «Era pienissimo anche oggi», conferma la donna che ha inoltrato la segnalazione a MeridioNews

Sul posto, una residente racconta che buona parte dei calcinacci è stata rimossa. Ma non da enti pubblici, bensì dagli stessi abitanti della zona. Perché il cumulo composto dai detriti venuti giù dal cornicione, nel corso delle settimane, si stava trasformando in una pattumiera a cielo aperto. «Le persone si sono messe i guanti e hanno fatto da sole». Una ragazza che abita proprio accanto all'edificio pericolante aggiunge che non è dispiaciuta per la deviazione del Brt, che fino a qualche mese fa passava proprio davanti all'ingresso di casa sua. «Ad ogni passaggio - dice - tremavano tutte le vetrate di casa. Inoltre la strada non mi sembra molto sicura, l'asfalto è molto infossato, specie su quel lato della carreggiata». 

In merito alla questione la nostra redazione ha contattato l'assessore al Patrimonio del Comune di Catania, Salvo Andò, che però ha detto di non conoscere bene la vicenda: «Credo ci sia stata una conferenza di servizi sul tema - chiarisce l'assessore - ma non è nella competenza nostra perché il bene è di proprietà regionale. Abbiamo fatto una richiesta di intervento, a suo tempo, alla Regione e ora l'abbia nuovamente sollecitata». «Non c'è comunque nessun inadempimento da parte del Comune», conclude Andò.