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Paternò, ufficiali le nomine degli assessori
M5s: «Mancato rispetto parità di genere»

Salvatore Caruso

Politica – Arrivano ieri in serata i nuovi nomi che comporranno la giunta cittadina guidata dal nuovo sindaco Nino Naso, ma scoppia subito una polemica sulla presunta violazione di una norma che impone la presenza di entrambi i sessi nel governo cittadino in misura non inferiore al 40%

Arrivano ieri, in serata, le deleghe per i nuovi assessori della giunta guidata da Nino Naso. A Ezio Mannino, vice sindaco, vanno Lavori pubblici, Urbanistica, ManutenzioniVerde pubblico, Ecologia, Ambiente e Rapporti con il Consiglio comunale. A Rita Maccarrone, l’unica donna del governo cittadino Servizi sociali, Affari legali e Pari opportunità, a Franco Pennisi sono state attribuite le Attività produttive, Agricoltura, Sviluppo economico e Servizi demografici. A Carmelo Maiolino vanno le deleghe allo Sport, Turismo, Spettacolo, Cultura, Pubblica istruzione e Sanità.

E ancora ad Aldo Motta vanno Bilancio, Tributi, Affari generali, Personale, Randagismo e Tutela animale. Sulle scelte del primo cittadino è intervenuto subito il Movimento 5 stelle, che per mano dei suoi eletti in consiglio Marco Gresta, Martina Ardizzone e Claudia Flammia, parlando di nomine «fatte senza rispettare la legge sulla parità di genere, soprattutto in quella parte in cui si dice che nelle giunte e nei Comuni con popolazione superiore ai tremila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%».

Per i pentastellati paternesi è importante il rispetto della presenza «nel nostro caso, del genere femminile è un principio garantito dalla Costituzione e può essere derogato solo per garantire la continuità dello svolgimento delle funzioni politiche». L'impossibilità di assicurare la presenza dei due generi deve essere adeguatamente provata tramite «un'accurata e approfondita istruttoria e una valida motivazione» che se non verrà dimostrata, porterà i grillini a «esternare le perplessità agli uffici preposti della Regione Sicilia». 

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Nino Naso, il quale ha specificato che la legge Del Rio «non è mai stata recepita dalla Regione». Il legislatore regionale ha introdotto nell’ordinamento siciliano altre parti della legge in questione ma, secondo Naso, «non questa parte». «Considerato che la regione siciliana è a statuto speciale, per avere efficacia ed applicazione la legge Del Rio nel territorio siciliano deve essere espressamente ed integralmente recepita dall’Ars, non essendo ciò avvenuto ne consegue che la disposizione di legge invocata dal Movimento 5 stelle non è vigente per la Regione Sicilia».