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Foto di: Salvatore Caruso

Ex , annunciata per settembre la nuova azienda
«Incertezze su reintegro e ammortizzatori sociali»

Salvatore Caruso

Formazione e lavoro – Quello di mercoledì prossimo potrebbe essere l'ultimo incontro necessario per gettare le basi della nascita del progetto imprenditoriale che dovrebbe fare capo alla Di Bella group. L'impresa nascitura, però, partirà con il minimo indispensabile: non tutti i dipendenti licenziati, quindi, potranno essere ricollocati subito

Siamo alla battute finali. Quello di mercoledì prossimo potrebbe essere l’ultimo incontro per gettare le basi della nascita di un nuovo progetto imprenditoriale, dopo il fallimento a 360 gradi dell’ex call center che ha mandato a casa 575 lavoratori. Mercoledì prossimo alle 10 la prefetta di Catania, a seguito di una specifica richiesta di convocazione avanzata dalle sigle sindacali Slc-Cgil e Fistel-Cisl, incontrerà le parti coinvolte nell’avvio della nuova attività imprenditoriale che fa capo alla Di Bella group. A essere stati convocati sono l'assessora regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello, il sindaco di Paternò Nino Naso, il direttore provinciale Inps Catania e il dirigente della direzione territoriale del lavoro. Saranno presenti anche i responsabili delle aziende che, in precedenza, lavoravano con Qè.

Dovrebbero quindi ritrovarsi in prefettura Luca Lucchesi per Enel energia, Gianluca Gemma per Transcom (quest'ultima si occupa per Inps dei servizi info-call), Marco Barone per Sky Italia, Stefano Mangano per Wind spa, nonché Franz Di Bella per la Di Bella group. Alla riunione parteciperanno anche i segretari generali della Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Invitata anche Valentina Borzì, ex dipendente nonché responsabile sindacale della Slc-Cgil. «Questo dovrebbe essere il tavolo conclusivo, frutto delle nostre battaglie sindacali e legali - dicono Borzì e Anna Orifici (Fistel Cisl) - La nostra più grande vittoria è stata riuscita a tenere unito e compatto il gruppo. Senza questa condizione, non sarebbe stato possibile raggiungere il risultato».

«I lavoratori si sono fidati di noi e del sindacato - continuano - termine che dal greco significa "giustizia insieme", come ha ricordato recentemente anche papa Francesco. Ci auguriamo che le nostre ex committenti ci diano lo stesso carico di volumi che gestivamo prima della chiusura del call center per permettere il recupero della gran parte dei posti di lavoro. Gli ammortizzatori sociali per la maggior parte di noi scadono a dicembre». Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Paternò Nino Naso: «Quello di mercoledì è il giorno conclusivo di una serie di incontri davvero importanti. A settembre aprirà la nuova realtà imprenditoriale e ne sono estremamente felice. Nella riunione in prefettura rivolgerò l’invito ai rappresentanti delle varie aziende che in precedenza hanno lavorato con  di proseguire questa collaborazione con la nostra realtà territoriale – prosegue Naso – Da parte del nostro Comune ci sarà sempre la disponibilità per investire sul nostro territorio». 

Il nuovo progetto imprenditoriale prevede la creazione di un Digital innovation hub nel settore informatico, non solo legato alle attività di call center, ma anche di servizi, incubazione di impresa e digitalizzazione di documenti. Non è ancora certo il numero iniziale di posti di lavoro: si parte con il minimo indispensabile. E quindi il reintegro degli ex dipendenti del  dipenderà dalla crescita del nuovo progetto imprenditoriale