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Foto di: Festival del cinema di Berlino

Unict omaggia la produttrice Donatella Palermo
Appuntamenti organizzati al chiostro di Ponente

Giorgia Lodato

Cultura e spettacoli – Si inserisce nell’ambito della rassegna Porte Aperte all’università il doppio incontro dedicato alla catanese vincitrice dell’Orso d’oro a Berlino. In programma una chiacchierata, condotta da Ornella Sgroi, e la visione dei film Tano da Morire, Cesare deve morire e Fuocoammare

Dal lontano 1997, anno di uscita di Tano Da Morire diretto da Roberta Torre, a Cesare deve morire dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani e Fuocoammare di Gianfranco Rosi, la produttrice catanese Donatella Palermo ne ha fatta di strada, facendo conquistare ben due volte al cinema italiano l’Orso d’oro al festival del cinema di Berlino.

Adesso l’Università di Catania le rende omaggio con due appuntamenti – mercoledì 5 e giovedì 6 luglio - organizzati nell’ambito della terza edizione di Porte Aperte, rassegna di eventi culturali e musicali che apre alla città il monastero dei Benedettini, sede del dipartimento di Scienze umanistiche, che ripropone lo schema dell’anno scorso con qualche variazione. In programma c'è la proiezione dei film di Palermo una conversazione, condotta da Ornella Sgroi e alla quale sarà presente pure Daniele Cipri, direttore della fotografia del film Tano da morire.

«Per la prima edizione abbiamo puntato su iniziative più di massa tra cui numerosi concerti», spiega a MeridioNews il professore Luciano Granozzi, tra i promotori dell’iniziativa. Che aggiunge come quest’anno, invece, i grossi eventi musicali saranno solo tre. «A fine luglio, quando gli studenti si saranno liberati dagli esami di maturità e dalle lauree, verrà montato nel cortile centrale il palco che ospiterà gruppi di musica indie, il progetto musicale Le luci della centrale elettrica e un contest di band studentesche locali».

Tutte le altre attività in programma verranno accolte invece nel chiostro di Ponente, uno «spazio ritrovato» che ospiterà musica colta, teatro e cinema. E proprio nel sotto gruppo mestieri del cinema – oltre alla conversazione con l’attore Pierfrancesco Savino che si terrà il 17 luglio alla Scuola Superiore di Catania e agli incontri di Learn by movies summer time dedicati al regista Ken Loach – si inserisce l’appuntamento con Donatella Palermo, che in occasione della proiezione di Tano da morire, mercoledì 5 alle 21, converserà con il pubblico accompagnata da Daniele Ciprì e Ornella Sgroi.

«Sarà divertente poter raccontare ai ragazzi una vita normalissima che ha avuto, in qualche modo, una svolta diversa grazie al cinema», dice a MeridioNews la produttrice, ex studentessa dell’Università di Catania trasferitasi a Roma per seguire il sogno di diventare produttrice indipendente. «Da Catania, continua, è difficile dire “Vado a fare cinema”. Io non l’ho mai detto, mi è capitato e mi piace raccontarlo». Anche per dare una speranza ai tanti giovani che scommettono su questo mondo. «Se si vuole qualcosa lo si può ottenere in tutti i modi e io ne sono la prova. Non vengo da una famiglia di cineasti, sono nata a Catania e non sono ricca, però ho lavorato a tanti film nel ruolo di produttore».

Fondamentale, secondo Palermo, trovare il coraggio di dire “Voglio diventare regista”, oltre ad avere una testa dura, un po’ di fortuna e tanto talento. «La Sicilia è piena di talenti, è una delle terre dove nascono persone dotate che spesso però finiscono a lamentarsi, invece di convincersi che niente è precluso, in nessun momento della nostra vita». E dai tempi di Tano da Morire è cambiato anche il modo di fare cinema. Dai cartelli scritti a mano si è passati a effetti sempre più speciali. «Siamo un mondo in evoluzione per fortuna», commenta Palermo, che non vede l’ora di ammirare il nuovo chiostro di Ponente, di cui è orgoglioso anche il professore Granozzi.

«Porte Aperte è attento anche alla riqualificazione degli spazi e dei luoghi, osserva. Con alcuni interventi di messa in sicurezza da parte dell’ateneo il chiostro potrebbe accogliere più dei trecento ospiti che può permettersi finora». Per non parlare delle potenzialità del giardino di via Biblioteca, di cui la manutenzione è affidata al Comune. «L’università - ipotizza il docente - potrebbe proporre di riaverlo indietro per rifare l’impianto idrico e curarlo con continuità».