Calci e pugni ad autista Brt, allarme dei sindacati
«A fari chiddu ca ti dicu iu», fermato pregiudicato

Francesco Vasta

Cronaca – La crisi della municipalizzata sarebbe ormai «un problema di ordine pubblico» secondo la rappresentanza Fast-Confsal. Intanto, ieri pomeriggio, un banale scambio di battute sarebbe sfociato in un corpo a corpo fra l'autista in servizio sulla linea rapida e un 47enne forse in stato d'ebbrezza 

Calci e pugni, ieri pomeriggio, su una delle linee Brt, il servizio di collegamento veloce tra il centro e l'area nord di Catania. È quanto emerge dalla testimonianza resa alle autorità da un dipendente dell'Azienda metropolitana Trasporti (Amt), vittima di un'aggressione da parte di un'uomo che è stato fermato dai vigili urbani. Il fatto sarebbe avvenuto all'altezza del viale Regina Margherita, vicino una delle fermate verso il capolinea Due Obelischi, quando il presunto assalitore avrebbe deciso di dare seguito alle minacce rivolte verso l'autista fin dalla sua salita sul bus, avvenuta fra via Etnea e via Umberto. Il dipendente sarebbe poi finito, dolorante ed in stato di shock, in ospedale, mentre alla colluttazione con il passeggero avrebbe posto fine un agente della polizia municipale catanese. L'aggressore si è poi rivelato essere un 47enne catanese, L. M. M., con diversi precedenti penali, arrestato per oltraggio, minacce, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e già reimmesso in libertà.

Il litigio avrebbe preso il via da un banale scambio di battute sulla posizione raggiunta da altre linee Amt, nel corso del quale l'uomo avrebbe affermato in dialetto:  «Siti tutti pezz'i medda, e tu si u primu, varagni 1500 euru e a fari chiddu ca ti dicu iu». Poco dopo, sempre continuando a discutere animatamente con il conducente, l'uomo - secondo la testimonianza «dall'alito vinoso» - avrebbe prima tentato di aprire la cabina di guida per poi rifiutarsi di lasciare il mezzo. L'autista avrebbe dunque lasciato la guida del bus per accompagnare fuori l'aggressore e, a quel punto, sarebbe scattato il parapiglia. Dei pugni avrebbero raggiunto il dipendente Amt al viso e al petto. Infine, il presunto aggressore avrebbe opposto resistenza anche al vigile urbano accorso sul posto e sarebbe stato bloccato solo grazie all'arrivo di altri agenti, fra cui anche quelli della polizia provinciale.

L'episodio sarebbe solo l'ultima delle avvisaglie di una crisi del vettore di trasporti cittadino Amt sempre più evidente. Ne sono convinti i sindacati, tra cui la locale Federazione autonoma sindacati dei trasporti (Fast), associata alla federazione nazionale Confsal. Giuseppe Cottone, segretario provinciale, condanna l'accaduto ritenendolo però il frutto «dell'esasperazione e dalla disaffezione che i viaggiatori hanno rispetto ad un servizio pubblico scadente come quello che la città di Catania offre ai suoi abitanti», spiega a MeridioNews. Solo pochi giorni fa, alcuni cittadini avevano inscenato una protesta bloccando persino la partenza di alcune linee da piazza Borsellino. «Il Brt era il fiore all'occhiello dell'azienda, ma adesso che tutto il sistema è in crisi si soffre dappertutto», aggiunge il sindacalista. La crisi Amt sarebbe così grave da diventare una questione direttamente legata alla sicurezza dei catanesi: «Siamo davanti ad un vero e proprio problema di ordine pubblico, per questo chiederemo alla prefettura di riunire un tavolo con tutti gli attori in causa».