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Cibali, le voci del quartiere sulla riqualificazione
«Nel '97 Enzo Bianco aveva bocciato il progetto»

Marco Militello

Politica – I rappresentanti istituzionali della zona commentano il piano approvato dalla giunta all'inizio della settimana, che prevede l'edificazione di 156mila metri cubi. Le perplessità non mancano. «Sono contrario alla costruzione di torri da 12 piani», dichiara il presidente di municipalità Emanuele Giacalone

Parcheggi, strade e palazzi, tra i quali edifici da destinare al social housing e tre torri alte fino a 12 piani (con residenze, alberghi, centri congressi e spazi commerciali). Una variante al piano regolatore che permette di edificare 156mila metri cubi. Sono questi - in estrema sintesi - i numeri del piano di riqualificazione urbana avanzato dal Consorzio centro direzionale Cibali, che la giunta Bianco ha approvato all'inizio di questa settimana. Un progetto che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale, e che nelle intenzioni cambierà il volto del quartiere catanese. Dinnanzi a un simile impatto, è interessante capire cosa ne pensino i rappresentanti istituzionali di quella porzione di territorio, peraltro colpita mercoledì da uno tra gli incendi più vasti degli ultimi giorni.

«Le previsioni contenute nel Prg del 1969 - spiega il consigliere comunale Sebastiano Anastasi - non sono applicabili alla realtà di oggi. Forse richiamare popolazione attraverso l'edilizia avrebbe avuto un senso 50 anni fa, quando Cibali era effettivamente un quartiere periferico. Oggi però è centro cittadino, dovremmo definirlo quasi centro storico. Secondo me al quartiere serve di più un provvedimento che, tra il 2000 e il 2005, ero riuscito a ottenere dall'amministrazione Scapagnini: un piano particolareggiato, per dare a tutta la zona una vocazione culturale e turistica». 

In quel periodo Anastasi era presidente di municipalità. «Peraltro - va avanti - non capisco la logica politica: nel 1997, nelle vesti di consigliere di municipalità, chiesi formalmente all'amministrazione, anche allora guidata da Bianco, cosa intendesse fare con quell'area e se fosse intenzionata ad andare avanti con il progetto del centro direzionale. Mi venne risposto che il piano era stato stralciato e non se ne sarebbe fatto niente, perché Cibali aveva altre priorità. Ci sono i verbali - conclude - è facilmente dimostrabile». 

«Io credo - dichiara Agatino Lanzafame, componente del senato cittadino ed ex consigliere di quartiere a Cibali - che il consiglio comunale dovrà dare un segnale forte per esprimere chiaramente un principio: bisogna stare attenti a evitare il consumo del suolo, le speculazioni edilizie e ogni attività aggressiva sul territorio». «Ricordo - aggiunge il consigliere di Catania futura - che in quella zona non è mai stato completato il sistema di viabilità. Se parliamo di un piano che consenta ai cittadini di usufruire al meglio del verde pubblico e che migliori le infrastrutture, può essere apprezzabile. Ma sarà necessario un ampio processo dei partecipazione, sia in aula che in città. Senza queste condizioni, io e il mio gruppo saremo molto scrupolosi nel valutare la proposta». 

Pur senza entrare nel merito del progetto, anche l'attuale presidente della quinta municipalità Orazio Serrano parla di un ripensamento della giunta, ma in epoca più recente. Ovvero nella fase, sviluppatasi negli ultimi due anni, in cui i due consigli di quartiere competenti, il quarto e per l'appunto il quinto, sono stati coinvolti da un comitato di cittadini per esprimere valutazioni sull'impiego futuro dell'area. Il documento redatto al termine di quelle consultazioni oggi figura tra gli allegati alla delibera. «Devo dire che non conosco i dettagli del piano votato in questi giorni - ammette Serrano -. In effetti ho seguito solo le prime riunioni. A quelle successive, in ogni caso, erano presenti altri rappresentanti della municipalità. Personalmente - aggiunge - mi era sembrato che l'amministrazione non avesse sposato particolarmente il progetto». 

È più specifico il commento di Emanuele Giacalone, che invece presiede la quarta municipalità, organismo che ha piena competenza sul quartiere Cibali. «Non sono contrario in sé alla riqualificazione dell'area - dice - ma sui numeri letti in questi giorni ho qualche perplessità. I privati devono avere dei vantaggi, per carità, ma al momento mi sembrano troppi, in particolare sulle opere di urbanizzazione. E comunque sono contrario all'edificazione di palazzi da 12 piani, questo lo dico chiaramente». Nei prossimi giorni Giacalone convocherà in consiglio di quartiere la dirigente dell'Urbanistica Rossana Pelleriti per ascoltare dalla sua voce i dettagli del progetto.