Foto di meesh

Carcere Bicocca, pugni in faccia a poliziotto
Il sindacato: «Esplosa violenza immotivata»

Luisa Santangelo

Cronaca – Il poliziotto F. A. sarebbe stato impegnato in un servizio al primo piano destro dell'istituto penitenziario, lo scorso sabato mattina, quando un detenuto lo avrebbe colpito al volto. «Non c'era stata nessuna causa scatenante», dice il segretario nazionale della Uilpa polizia penitenziaria, Armando Algozzino

«Non c'era alcun motivo. Pare che sia stata una violenza del tutto improvvisa». È il racconto di Armando Algozzino, segretario nazionale della Uilpa Polizia penitenziaria, a proposito dell'aggressione subita da un agente nel carcere di massima sicurezza di Bicocca. Era sabato mattina e, secondo la ricostruzione del sindacalista, il poliziotto - F. A. - stava facendo rientrare i detenuti nelle proprie celle, al primo piano destro dell'istituto penitenziario. Tra questi ci sarebbe stato anche L. S., italiano, che non avrebbe accettato l'ordine. A quel punto sarebbero partiti i pugni in faccia all'indirizzo dell'agente, che avrebbe riportato diversi traumi facciali e un lieve trauma cerebrale. «Una violenza inaudita - continua Algozzino - Solo l'ultimo di una serie di casi simili».

«Molte volte succedono cose che non si possono prevedere - spiega il segretario della Uilpa - Ma quello delle aggressioni nelle carceri è un problema rilevante e che va trattato come tale. Chi aggredisce un poliziotto nell'esercizio delle sue funzioni deve sapere che la pena a cui andrà incontro sarà severa». Il sindacalista non sa quale sia la prognosi che è stata stabilita per l'agente picchiato a Bicocca, «ma al di là di questo fatto specifico abbiamo avuto persone a cui sono state rotte braccia o gambe, traumi cranici».

Un'aggressione fotocopia a quella di sabato 15 luglio è avvenuta a febbraio 2016. Anche in quel caso si trattava di un servizio di routine svolto di sabato mattina e a farne le spese era stato un assistente capo della polizia penitenziaria, preso a pugni in faccia da un paio di detenuti. «Parlare solo di Bicocca è restringere il problema - conclude Armando Algozzino - Oltre alle aggressioni bisogna considerare l'alto tasso di suicidi di poliziotti penitenziari, cresciuto quest'anno rispetto agli anni passati. Bisogna avere il riconoscimento dello stress correlato al lavoro».