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Foto di: Salvatore Caruso

Paternò, avvelenati cani di fronte al cimitero
La volontaria: «Erano innocui, paese incivile»

Salvatore Caruso

Cronaca – Si chiamavano Salvatore e Lupo: uno aveva nove mesi, l'altro poco più di due anni. Sono stati uccisi da alcuni bocconi al veleno che sono stati ritrovati in via Balatelle. E all'appello manca ancora Poldo, due anni anche lui. «Bisogna trovare chi è stato, prima che ammazzi altri animali», dice chi si occupava di loro. Guarda le foto

Ennesima e ingiustificata barbarie a Paternò dove qualcuno ha avvelenato ieri mattina due randagi, che stazionano da tempo nell’area adiacente al cimitero di via Balatelle. In zona ci sono 13 cani: la maggior parte sono stati sterilizzati e microchippati. Non lo era, però, il piccolo Salvatore, un cucciolo di randagio di circa nove mesi, trovato morto all'ingresso del cimitero. Pare per via di bocconi avvelenati. Stessa sorte è toccata a Lupo, oltre due anni, sterilizzato e dotato di microchip, trovato senza vita nei pressi del parcheggio. All'appello, però, manca un altro cane: Poldo, di circa due anni, che i volontari temono possa essersi allontanato per andare a morire altrove.

A scoprire i cadaveri degli animali un commerciante di fiori che, all'apertura del negozio, a poche decine di metri dal cimitero, ha notato i due animali senza vita. Sono stati quindi allertati gli agenti della polizia di Paternò, che si sono recati sul posto per i rilievi del caso. Sul posto anche i volontari delle associazioni Upa, Cuccioli dell'Etna e Il mio amico. Assieme a loro anche Laura Filippelli, la volontaria che da anni segue e cura i cani di via Balatelle. «Questo è un paese incivile - dice tra le lacrime - erano cani innocui. Bisogna trovare l'autore dell'avvelenamento, prima che altri animali possano essere uccisi».

Sul posto è arrivato anche il primo cittadino paternese Nino Naso. «Non è possibile che per colpa di qualche belva si macchi il nome della città - dichiara il sindaco - Ho dato disposizione affinché venga individuato un terreno di proprietà comunale dove ricoverare in modo provvisorio i randagi, prima che a qualcuno passi per la testa di continuare l'opera di avvelenamento». Intanto Giuseppe Panassidi, presidente dell'Upa (Uniti per gli animali), ha annunciato il proposito di denunciare formalmente l'accaduto: «Abbiamo trovato dei bocconi avvelenati e li abbiamo consegnati all'ambulanza veterinaria. Le due carcasse sono state portate all'associazione Rifugio di Concetta - afferma - I bocconi saranno analizzati».

L'episodio dell'avvelenamento al cimitero è l'ultimo di una lunga serie di violenze nei confronti degli animali, a Paternò. All'interno dell'ospedale Santissimo Salvatore, per esempio, sono stati ammazzati degli altri cani, sempre con bocconi avvelenati. Alcuni mesi fa ignoti hanno impiccato un cucciolo di randagio, appena quattro mesi, sul ponte di contrada Pietralunga sul fiume Simeto.