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Regionali, gli irriducibili di Bianco verso Musumeci
Dubbi su Porto. Petrina folgorato sulla via dell'Udc

Luisa Santangelo

Politica – «Registro una crisi profonda nel progetto Micari», scrive il capogruppo degli ultras del sindaco in una nota diffusa alla stampa. Annunciando di essersi messo alla ricerca di un'alternativa che rispecchi la sua storia politica. Che parte, dice lui, dallo scudocrociato. «Ma non era lombardiano, lui?», replica il consigliere-teologo

Riflettono tutti, profondamente. Gli ultras del sindaco Enzo Bianco nel Consiglio comunale di Catania cercano la loro strada verso le elezioni regionali 2017. Ma, pare, lontani dall'area che finora li ha ospitati. Dopo l'adesione di Nicolò Sofia, figlio del fedelissimo Carmelo ed ex assessore al Comune di Misterbianco, al progetto Idea Sicilia - Popolari e autonomisti, potrebbe esserci un altro po' di Nello Musumeci nel senato cittadino che ha sempre supportato Bianco. Alessandro Porto, capogruppo dei bianchiani in Consiglio, fino a qualche giorno fa sembrava sicuro di puntare sul progetto di Fabrizio Micari, candidato della coalizione di centrosinistra.  Adesso, però, le sue certezze sembrano vacillare: «Registro una crisi profonda nel progetto Micari», scrive lui in una nota diffusa alla stampa, riferendosi all'ipotesi - poi smentita - di una lista unica tra l'orlandiana Arcipelago Sicilia e il progetto di Rosario Crocetta. Ventilando anche l'ipotesi, oltre che di ritirarsi, di «rintracciare un'alternativa, una soluzione che abbia maggiore affinità con la mia storia politica». E questo dopo avere ricordato, poche righe prima, di essere «un moderato: mi sono candidato in lista civica con Bianco come uomo dell'Udc - ricorda Porto - Perché l'Udc scelse di appoggiare Bianco». 

Un riferimento, quello alla sua democristianità, che non è passato inosservato e che ha fatto supporre un avvicinamento allo scudo crociato. «Io a stento so chi sia», afferma, stupito, Cateno De Luca. Volitivo sindaco di Santa Teresa di Riva, De Luca ha ufficializzato a settembre l'adesione del suo movimento Sicilia vera all'Udc e, adesso, sta collaborando alla redazione della lista - a sostegno di Nello Musumeci - della provincia di Catania. «In lista dal Consiglio comunale ci sarà Carmelo Sgroi - ricorda De Luca - E poi, sì, Francesco, di cui mi ha colpito il fatto che fosse una persona semplice e popolare». Francesco Petrina, collega di Alessandro Porto nel gruppo Con Bianco per Catania e tra i principali supporter del primo cittadino etneo (protagonista dell'indimenticata e indimenticabile «parusìa»). «Non vorrei sbagliare - dice Petrina a MeridioNews - ma a me questo passato del mio collega Porto nell'Udc non risulta. Non era lombardiano, lui?». In effetti, delle sue vicinanze all'Mpa Alessandro Porto non ha mai fatto mistero. Tanto da essersi candidato al senato cittadino, nel 2008, a sostegno dell'ex sindaco Raffaele Stancanelli. «Io ero nell'Udc - spiega Petrina - Senza offesa, io non è che sono laureato in Alimentazione. Io sono laureato in Teologia. Io sono un uomo di chiesa, io amo la chiesa». Posizione che potrebbe trovare casa nel disegno politico di Musumeci. «L'idea c'è - conferma Petrina - Ma, come diceva il grande Platone, l'idea appartiene alla nostra mente. La politica di oggi è quella dell'ultimo minuto, non si può sapere cosa accadrà e se io sarò ritenuto utile a un progetto».

Ma come coniugare il sostegno a Nello Musumeci alle regionali e quello, incondizionato, a Enzo Bianco a Palazzo degli elefanti? «La politica è fatta di idee e persone. Non si possono paragonare le due cose, è come dire che Catania è la stessa di Siracusa, ma chi ci crede?», dice sibillino il consigliere. «Le regionali sono una storia diversa, non posso rinnegare l'ottimo lavoro che ha fatto Enzo Bianco in città, è un uomo di spessore e io non lo abbandono». Ma quello che accadrà durante questa confusa corsa verso Palermo si vedrà. «Certo, se mi dicessero "Francesco, tu all'Udc che valore gli dai?". Gli do un ottimo valore, perché è un partito che è fatto di ottimi valori, di valori cristiani. Dove io ci sono nato». C'è da capire, intanto, chi starà con chi. «Io voglio bene ai miei fratelli consiglieri comunali e alcuni godono della mia stima», replica Petrina a chi gli chiede se l'eventuale approdo di Porto dalle sue parti lo possa turbare. 

«Certo è che se sei con la Democrazia cristiana non puoi votare cose contro i valori cristiani, come le unioni civili. O sei il diavolo o sei un angelo - continua - Gli esseri umani sono tutti peccatori, ma votando una cosa contro naturam perseveri nel peccato e crei una distorsione relazionale con dio. Come fai a dire che sei un cattolico? Ma nella vita siamo tutti persone grandi così come miserabili». Un ragionamento che, per Petrina, fila. Così come fila quello successivo su Musumeci, firmatario di quella relazione della commissione antimafia all'Ars in cui lo stesso Petrina (assieme ad Alessandro Porto, peraltro) veniva citato per via dei suoi legami con la società che gestiva l'Etna bar, poi sequestrato. «Musumeci è una persona di grande rispetto. Il mio insegnamento viene dal signore: prima di prendere l'eucarestia riconciliati con tuo fratello. Io non odio nessuno e tutti possiamo sbagliare. Si fanno flop nel matrimonio, nella vita quotidiana...». Figurarsi nella politica.

«Le accuse nei miei confronti erano inconsistenti. Infatti anche gli avversari politici hanno attaccato altri nomi, chi ha parentele dirette». Il riferimento sembra chiaro: Riccardo Pellegrino, fratello di Gaetano, quest'ultimo considerato legato al clan dei Carcagnusi. E lui stesso, Riccardo, amico del figlio incensurato del boss Nuccio Mazzei. «Io non ho fatto nomi - mette le mani avanti Petrina - Non mi riferivo a nessuno in particolare. Comunque la Costituzione dice che le parentele non importano, in questo senso. Lo so perché, sa, mi sto laureando anche in Giurisprudenza». Perché nella vita, Francesco Petrina vuole «studiare fino a quando muoio». Così, due anni fa, si sarebbe iscritto alla Kore di Enna. «Dopo questa, la prossima laurea sarà quella in Medicina - conclude - Come lei ricorderà, il filosofo Boezio diceva che la conoscenza è potenza. E San Paolo spiegava che è anche carità».