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Via Dusmet, pedonalizzazione affidata alle transenne
«Serve una soluzione: ogni giorno c'è chi le sposta»

Marta Silvestre

Cronaca – La fase sperimentale di chiusura alle automobili della via sotto palazzo Biscari è iniziata circa un anno fa. «Adesso è necessario fare l'ulteriore passo di renderla permanente e assicurarsi che non diventi terra di nessuno», spiegano le associazioni. Affinché si realizzi davvero il progetto presentato da 52 realtà etnee 

«Che fine ha fatto la pedonalizzazione di via Dusmet?». Sono in molti a chiederselo a un anno circa dall'avvio della fase sperimentale che prevede la chiusura dell'area dalle 8 alle 21 di ogni giorno. «La pedonalizzazione esiste ancora - annuncia il consigliere Davide Ruffino - ma il problema è che purtroppo, quasi ogni giorno, c'è qualcuno che sposta le transenne consentendo illecitamente il libero accesso e il parcheggio a chiunque. Forse i vigili urbani potrebbero individuare di chi si tratta perché - spiega - lì ci sono delle telecamere». 

Dunque, sulla carta il progetto per cui 52 associazioni locali avevano presentato l'istanza, poi accolta parzialmente dall'amministrazione locale, sarebbe ancora valido ma, in pratica, «questa situazione crea un disordine totale nella cittadinanza. Inoltre - aggiunge Ruffino - il fatto che solo di giorno quella sia una zona pedonale, la sera la trasforma in una vera e propria terra di nessuno in cui a farla da padroni sono i parcheggiatori abusivi».

All'inizio non erano mancati malumori da parte di alcuni degli esercenti e dei commercianti della zona preoccupati che il cambiamento della viabilità potesse influire negativamente sulle vendite. «È per venire incontro anche a queste necessità - spiega l'avvocata Viola Sorbello di Legambiente Catania - che si era giunti all'accordo di una fase iniziale di sperimentazione con la chiusura non totale».

Anche la soluzione delle transenne era legata alla fase iniziale e doveva essere transitoria «e, invece - constata l'architetta Annamaria Pace, presidente di Mobilità sostenibile Catania - si va avanti così già da più di un anno. Adesso è opportuno andare al passo successivo e far diventare la pedonalizzazione permanente». Nessun disagio per la mobilità del traffico cittadino. «Ci sono strade alternative da percorrere - spiega l'architetta - come via Lavandaie, che circonda Villa Pacini, e anche via Cristoforo Colombo». E la questione del parcheggio non si pone grazie al raddoppio dei posti auto nel parcheggio di Piazza Borsellino in cui si paga solo un euro l'ora per la sosta e la prima mezz'ora è gratuita.

«Una fase sperimentale non può dare vita a un sistema precario - afferma l'avvocata Sorbello - Noi chiediamo che si proceda a una riconvocazione del tavolo tecnico con tutte associazioni, anche quelle contrarie, e i rappresentanti delle istituzioni per fare un resoconto della fase sperimentale e mettere in campo un concorso di idee per trovare una soluzione». 

Tutte le associazioni continuano a chiedere a gran voce che la pedonalizzazione di via Dusmet sia prevista per 24 ore al giorno e che venga regolamentata con dissuasori mobili. «Finita la fase sperimentale tutta la città si aspetta una soluzione definitiva - commenta Sorbello - e noi, come Legambiente Catania, siamo per riproporre questo modello di pedonalizzazione, radicale o intermedia, anche per altre zone della città». Dal polo costituito da piazza San Francesco con via Teatro Greco al quadrilatero piazza Mazzini, via Garibaldi e via Vittorio Emanuele «contro l'anarchia delle automobili parcheggiate ovunque e poi c'è la situazione di via San Michele - spiega l'avvocata - che, come succede in via Dusmet, è chiusa con le solite transenne precarie che vanno e vengono». 

Mobilità sostenibile Catania, che è l'associazione capofila che ha aggregato tutte le altre, chiede «maggiore attenzione su questa tematica, allargandola a tutta la città, con un tavolo tecnico permanente sulla mobilità sostenibile per confrontarsi - conclude la presidente Pace - sulle problematiche relative alla viabilità, alla sicurezza dei pedoni e all'intermobilità e per trovare insieme le eventuali soluzioni».