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Via De Roberto, protesta migranti del centro Sprar
I residenti: «Palazzine sovraffollate, troppi disagi»

Marta Silvestre

Cronaca – Un foglio attaccato al muro annunciava che oggi ci sarebbe stata una mobilistazione. I cittadini stranieri ospitati nella struttura del centro cittadino avevano anticipato un'agitazione dovuta, secondo quanto raccontano alcune persone che vivono nella zona, alle condizioni in cui sono costretti a vivere. In tanti, in stanze piccole

Una sommossa preannunciata quella che è iniziata questa mattina a Catania in via Federico de Roberto al civico 11 A. Un foglio attaccato al muro in cui i migranti ospitati in alcuni degli appartamenti della palazzina scrivevano che proprio che oggi avrebbero dato vita alla loro protesta. E così è stato: intorno alle 8, infatti, in particolare due degli ospiti del centro Sprar hanno iniziato ad agitarsi prima all'interno della struttura e poi scendendo anche in strada. Uno dei due, a un certo punto, avrebbe anche minacciato di buttarsi di sotto sporgendosi dal balcone dell'abitazione, mentre l'altro sarebbe sceso lungo la via e avrebbe cominciato a dare in escandescenze, raccontano alcuni residenti della zona accorsi sotto le palazzine. Al centro della loro agitazione ci sarebbero, da una parte le condizioni in cui sono costretti a vivere e, dall'altra, la loro richiesta di ottenere dei documenti senza dovere attendere i tempi lenti degli iter burocratici. 

Nei momenti più concitati i due uomini avrebbero opposto resistenza anche agli operatori che cercavano di tranquillizzarli e che hanno poi chiamato le forze dell'ordine per sporgere denuncia. Sul posto sono infatti arrivate tre volanti della polizia e alcuni agenti si sono recati all'interno degli appartamenti per fare i rilievi del caso. Secondo le prime testimonianze, parrebbe infatti che i migranti avrebbero anche distrutto parte degli arredi dei loro appartamenti. «Queste due palazzine - racconta a MeridioNews un condomino, facendo riferimento anche a quella al civico 13 A della stessa via - da circa cinque o sei anni sono state affittate dal proprietario a una cooperativa che ne utilizza gli appartamenti per ospitare i migranti. Il problema è che in un locale che solitamente ospita tre o quattro persone dello stesso nucleo familiare, vengono stipati in 12. Spesso litigano anche fra loro e i disagi per noi sono molti».

Gli fanno eco le lamentele di una signora residente nelle vicinanze. «Il problema principale - denuncia - qui è la sera, quando i negozi della via chiudono e questa strada diventa isolata, un vicolo cieco in cui non passa mai nemmeno una volante». A gestire questi centri migranti è Il Nodo, il consorzio di cooperative sociali nato nel 2000 per mettere in rete le realtà già attive nel territorio della provincia di Catania per quanto riguarda i servizi alle persone svantaggiate. La cooperativa di secondo livello, già qualche anno fa era stata al centro di una vicenda ad Acireale. Lì i migranti ospiti di un centro avevano occupato il corso Umberto per denunciare le condizioni di sovraffollamento in cui erano costretti a vivere

Di seguito la richiesta di precisazioni del consorzio Il Nodo: «In merito all'avvenuta rissa all’interno di un centro di accoglienza ubicato a Catania via De Roberto 11/a si precisa che il consorzio Il Nodo non gestisce detto centro Sprar. Si chiede, pertanto, la rettifica di quanto riportato in quanto l’informazione non corrisponde alla verità. Il consorzio il Nodo, infatti, gestisce solo il centro Sprar di via De Roberto numero 13, estraneo ai fatti narrati, e non anche quello al civico 11/a».