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Foto di: Pagina Facebook ufficiale

Coding girls, la sfida di programmazione informatica
«Donne evitano facoltà scientifiche? Un pregiudizio»

Flavia Musumeci

Formazione e lavoro – Le ragazze di quattro scuole superiori catanesi partecipano a una maratona digitale con l'obiettivo di scoprire talenti e contrastare la disoccupazione femminile, come spiega il professore Giovanni Gallo. I dati dell'Istat sono allarmanti: una ragazza siciliana su cinque abbandona la scuola senza conseguire un titolo

Saranno più di 120 le ragazze etnee che oggi si sfideranno in una maratona di programmazione informatica, per dimostrare che il pregiudizio che vede le donne meno ferrate degli uomini in questo settore è del tutto infondato. I dati nell'Isola, diffusi da Istat nel rapporto Noi Italia 2017, sono chiari: una giovane siciliana su cinque abbandona la scuola senza conseguire un titolo di studio. Le donne che restano al di fuori dei circuiti formativi e lavorativi, da oltre dieci anni, sono tra il 38 e il 40 per cento e per tasso di disoccupazione al femminile la Sicilia, con il 51,6 per cento, è al secondo posto dopo la Calabria.

Cecilia Stajano, coordinatrice del progetto Coding Girls per la fondazione Mondo digitale, si dice soddisfatta dell’edizione di quest’anno, la terza, perché «i dati ci danno ragione nell'insistere con questo progetto. I numeri sono allarmanti – commenta a MeridioNews - tanti posti di lavoro in Italia nel settore digitale non vengono coperti dalle ragazze perché non c’è la formazione sufficiente. Per questo è importante supportare le scuole nell’indirizzare verso ciò che le aziende chiedono e che non sempre i programmi ministeriali prevedono».

«Si tratta solo di un vecchio retaggio culturale se le facoltà scientifiche vengono scartate a priori dalle donne – spiega a MeridioNews Giovanni Gallo, direttore del dipartimento di Matematica e informatica dell’università di Catania -. Ci sono settori che, secondo il luogo comune, attraggono di più il mondo femminile, come la biologia e la matematica, perché sono quelli che prevedono più spesso come sbocco lavorativo l’insegnamento, che è ancora visto come la professione ideale per una donna che voglia dedicarsi anche alla famiglia». Insomma, nessuna inclinazione naturale della compagine maschile verso numeri e codici. Al contrario, «ci sono molti esempi di donne programmatrici che hanno raggiunto risultati di alto livello», commenta il direttore. Altro freno a numeri migliori, continua Gallo, è la «scarsa presenza di studentesse negli istituti tecnici, bacino consistente da cui le facoltà scientifiche attingono».

Le Coding girls, così definite negli Stati Uniti dove ha origine il progetto poi esportato in Italia, potranno sperimentare per la prima volta l’uso attivo delle nuove tecnologie grazie a un tour partito da Napoli, in collaborazione con Microsoft. «Le ragazze inizieranno con un software molto semplice - spiega Gallo -, poi sarà assegnato loro un obiettivo e inizierà la sfida».  Le scuole coinvolte le scuole superiori Marconi, Mangano, Galilei e Greco di Catania. Dopo 24 ore di allenamenti la sfida al dipartimento di Matematica e Informatica per «scoprire una passione o un talento, e magari le renderà più competitive nelle loro professioni», aggiunge Gallo. «Molte ragazze sanno già che lavoro vogliono fare, ma si perdono lungo la strada – conclude Stajano -, Io vorrei riuscire ad avere il sostegno delle aziende pubbliche e private per concedere delle borse di studio alle ragazze più determinate e a chi ha grinta».