Cittadella, 74 nuovi posti letto per gli studenti
Apre residenza costata un milione 700mila euro

Giorgia Lodato

Formazione e lavoro – Taglio del nastro per la struttura, posta al servizio del polo universitario di Catania, che promette di essere una boccata d'ossigeno nella cronica carenza di alloggi per chi studia. Spiega a Meridionews il presidente dell'Ersu Alessandro Cappellani: «Abbiamo beccato i furbetti delle borse». Guarda le foto

«Di solito ci rubano i finanziamenti e li portano al nord, stavolta invece siamo stati noi a portarli a Catania, per consegnare alla città, all'università e soprattutto ai nostri ragazzi, una nuova casa dello studente che è un fiore all’occhiello». Non nasconde la sua soddisfazione Alessandro Cappellani, presidente dell’Ersu, durante l’inaugurazione della residenza universitaria Cittadella ala Est, aperta ieri e che già dalle vacanze di Natale ospiterà settanta fuorisede.

«Sono andato più volte a Roma per ottenere la cifra che una città del nord est non è riuscita a sfruttare al meglio – chiarisce Cappellani - con quei soldi realizziamo su questo terreno, che l’Università ci ha dato in comodato d’uso per 99 anni, la nuova struttura che è collegata alla vecchia residenza, a sua volta in fase di miglioramento antisismico ed energetico». I fondi sono quelli della legge per il diritto allo studio, pari a due milioni e 200mila euro. «In realtà abbiamo speso circa un milione e 700mila euro, presto realizzeremo due aule studio sempre in zona Cittadella», precisa il presidente Ersu.

I requisiti per accedere alla nuova residenza – che sarà anche sede di summer school e di tante associazioni studentesche - sono sempre gli stessi: il merito e la condizione economica. «Negli ultimi anni abbiamo rinforzato i controlli grazie a un protocollo di intesa con la Guardia di Finanza – aggiunge Cappellani - che ha beccato i furbetti e li ha costretti a restituire la borsa di studio ottenuta illecitamente».

«Per l’università è un giorno lieto perché in linea con gli scopi primari del nostro ente inauguriamo altri settanta posti di alloggio per i fuori sede in una residenza dotata di tutti i comfort - dice il rettore dell'università di Catania Francesco Basile - Abbiamo in cantiere altre due opere in questa stessa area, altri ottanta posti su cui cominceremo a lavorare non appena otterremo i finanziamenti ministeriali». Fondi che servirebbero per trasformare in nuovi alloggi gli spazi rimasti parzialmente vuoti dopo il trasferimento degli istituti di via Androne alla Torre biologica di via Santa Sofia.

Dopo che sono state dismesse la residenza di via Ammiraglio Caracciolo - costosa e poco appezzata dagli studenti per la sua posizione poco favorevole, tanto che era occupata solo per il 40 percento - e quelle sparse tra via Umberto e le strutture delle suore, le case dello studente funzionanti, ad oggi, sono le due della Cittadella, quella di via Oberdan, i circa quarantotto posti letto alla Toscano Scuderi e parte dell’Istituto Ardizzone Gioeni, da cui verranno ricavati settanta posti dopo la messa in sicurezza.

Cappellani rivela anche qualche dettaglio su altre attività messe in campo dall'Ersu sempre sul tema alloggi: «Abbiamo anche scoperto che il Camplus d'Aragona - collegio universitario di via Ventimiglia, ndr - aveva l’obbligo di pagarci delle spettanze ai sensi della legge 338 sulle residenze studentesche. Non lo aveva mai fatto, e così per compensare abbiamo ottenuto che i nostri studenti alloggino all’interno della parte migliore della struttura». L’Ersu è inoltre alle prese con un contenzioso aperto con l’hotel Costa, senza requisiti antisismici ma che potrebbe offrire agli studenti 300 posti letto e un’eventuale quarta mensa al centro della città. «Stiamo portando avanti varie battaglie legali, spesso arenate nelle aule dei tribunali per vari rinvii».

All’inaugurazione c'era anche il ventitreenne Andrea Scala, che viene da Pozzallo e frequenta l’ultimo anno della magistrale in Ingegneria informatica. Sarà lui uno degli studenti che occuperà la nuova residenza della Cittadella, ottenuta per lo scorrimento della graduatoria. «Ho dovuto aspettare un po’ più del dovuto, ma sono felice e onorato di essere fra i primi», commenta il ragazzo, durante il suo percorso universitario finora ospitato in un convitto di salesiani.