La mani di Cosa nostra sui lavori per la fibra ottica
Gli imprenditori indirizzati verso l'impresa del boss

Dario De Luca

Cronaca – Secondo il Ros dei carabinieri la mafia si sarebbe occupata dei subappalti per il cemento attraverso la Conti calcestruzzi. L'azienda con sede a Misterbianco, gestita da Giuseppe Pasquarello Conti, sarebbe stata in realtà sotto l'orbita del reggente dei Santapaola, Antonio Tomaselli. Guarda le foto

Cemento di scarsa qualità fornito agli imprenditori impegnati nella posa della fibra ottica da un'impresa riconducibile al reggente della famiglia catanese di Cosa nostra. Questo il quadro generale dell'operazione antimafia Chaos 2, portata a termine dai militari del reparto operativo speciale dei carabinieri etnei. Tra i destinatari delle misure cautelari spicca il nome di Antonio Tomaselli, conosciuto nell'ambiente mafioso con l'appellativo di penna bianca, e considerato dagli investigatori il nuovo reggente dei Santapaola-Ercolano. L'uomo si è visto recapitare l'ordinanza in carcere, dove si trova già detenuto dallo scorso mese di novembre dopo il blitz denominato Chaos. Quello di oggi è una sorta di secondo capitolo dell'inchiesta, sviluppato dopo ulteriori approfondimenti da parte dei militari su delega della procura di Catania.

Angelo Di Benedetto, Catania 13.5.1986

Giuseppe Conti Pasquarello, Misterbianco 30.6.1961

Rocco Biancoviso, Scordia 23.8.1967

Alessandro Caruso, Catania 20.9.1987

Antonio Tomaselli, Catania 11.6.1966

A giocare un ruolo fondamentale in questa vicenda, secondo la ricostruzione dei magistrati, sarebbe stato Rocco Biancoviso. L'uomo, ritenuto affiliato ai Santapaola-Ercolano, avrebbe indirizzato verso Tomaselli alcuni imprenditori impegnati nei cantieri per la posa della fibra ottica nel capoluogo etneo. L'obiettivo finale sarebbe stato quello di fornire, in via esclusiva, il cemento per i cantieri. Entra così in gioco la ditta Conti calcestruzzi di Misterbianco. Società formalmente di proprietà di Giuseppe Pasquarello Conti ma, secondo l'accusa, pienamente riconducibile a Tomaselli e alla famiglia di Cosa nostra. Sulle strade della città sarebbe quindi finito del materiale che gli inquirenti definiscono «di scarsa qualità, fornito a condizioni deteriori rispetto a quelle praticate sul libero mercato».

Nell'elenco dei destinatari della misura cautelare in carcere ci sono anche i nomi di Alessandro Caruso e Angelo Di Benedetto. I due sono accusati di avere richiesto la somma di cinquemila euro per la restituzione di alcuni mezzi oggetto di precedenti furti. Un compenso che per i Ros sarebbe poi potuto finire nelle casse della cosca mafiosa dei Mazzei. Riconducibile a Santo 'u pannitteri Di Benedetto, già arrestato nell'operazione Chaos e padre di Angelo. Protagonista nel 2017 di una fase di forti tensioni tra Santapaola e Mazzei. Nell'ambito dell'inchiesta Chaos 2 si è proceduto al sequestro della Conti calcestruzzi.

Già nei mesi scorsi erano emersi gli interessi di Cosa nostra per i cantieri della fibra ottica. Quelli a San Giovanni Galermo. Sottoposti a estorsioni dopo alcuni danneggiamenti ai cavi che fuoriuscivano dalla strada. «Se potete dovete tagliare i fili», comunicava via sms il presunto responsabile dei Santapaola nel quartiere periferico di Catania, Luca Marino a uno dei suoi uomini. I lavori per la banda larga, sottoscritti con un accordo firmato a metà 2016 dall'amministrazione comunale, comprendono un investimento di decine di milioni di euro per la copertura sull'intero territorio cittadino.