L'amore su Facebook e le sigarette spente sul corpo
Diversamente abile denuncia, ex finisce ai domiciliari

Redazione

Cronaca – Dalla relazione è nato anche un bambino, che il padre reclamava a gran voce. Il rapporto per la donna presto si è trasformato in un calvario con ripetuti sequestri in casa quando l'uomo andava a lavorare. A non farlo desistere dai suoi intenti nemmeno un precedente arresto e il divieto di avvicinamento

Un amore nato su Facebook ma che presto per Lei si è trasformato in un calvario fatto di maltrattamenti fisici e psichici. La protagonista della vicenda è una ragazza diversamente abile di Catania, diventata vittima del suo compagno: un pregiudicato catanese di 24 anni. L'uomo, con cui la donna ha avuto un figlio, adesso è finito in manette. Decisiva la denuncia della ragazza e dei suoi familiari, che ai carabinieri della compagnia di piazza Dante hanno raccontato una storia fatta di persecuzioni di ogni tipo. Dalle sigarette spente sulle braccia della giovane a delle vere e proprie segregazioni in casa. Come quando l'uomo si recava a lavoro e la costringeva a stare chiusa nel loro appartamento senza nessuna possibilità di uscire. 

In realtà il 24enne era già finito in manette. Un arresto risalente al novembre scorso proprio per la sua condotta violenta nei confronti della compagna. Poche settimane passate dietro le sbarre prima di ottenere gli arresti domiciliari e poi la successiva libertà. Tutto vincolato al divieto assoluto di avvicinarsi alla donna e ai suoi familiari. Il pregiudicato però, per niente intimorito, avrebbe iniziato a minacciare la ragazza e i suoi parenti attraverso Facebook. Nel mirino erano finiti, in particolare, la sorella e la nonna della diversamente abile. «Ora che sono libero vi ammazzo tutti quanti», scriveva.

Minacce che però non si sono limitate al mondo virtuale dei social network. Durante la festa di Sant'Agata ci sarebbe stato un faccia a faccia con l'aguzzino che avrebbe mimato nei confronti dell'ex il segno del taglio della gola. Particolare che l'avrebbe convinta a procedere con una denuncia. Forse anche per tutelare il bambino di appena 10 mesi che il padre reclamava a gran voce. L'uomo adesso è stato condotto agli arresti domiciliari.