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Diaz-Manzoni: prof si dimettono, stop alle attività
Genitori: «Vogliamo verità sul futuro della scuola»

Luisa Santangelo

Formazione e lavoro – I laboratori di informatica e di musica sono sospesi così come l'uso della biblioteca, la possibilità di fare gite, visite guidate e spettacoli di fine anno. Con una circolare pubblicata alcuni giorni fa, la dirigente scolastica fotografa una situazione venutasi a creare dopo che molti docenti si sono dimessi

Sospesi i laboratori di informatica e di musica, l'uso della biblioteca, la possibilità di fare gite, visite guidate e spettacoli di fine anno. La circolare 211 pubblicata sul sito dell'istituto comprensivo Diaz-Manzoni mette un punto definitivo alle attività che gli allievi svolgono all'esterno delle aule scolastiche. In altri termini: basta con tutto quello che si fa al di là dei libri. Il motivo è semplice: le dimissioni, in blocco, di parecchi docenti dagli incarichi che ricoprivano all'interno della gerarchia didattica. Perché i professori abbiano deciso di lasciare i loro ruoli non è chiaro, ma è a loro che la dirigente scolastica, Concetta Valeria Aranzulla, ha chiesto di presentare un rendiconto di tutto il lavoro svolto fino a quel momento. «Pensiamo che queste attività rientrino a pieno titolo nella didattica e riteniamo che la loro sospensione comprometta la qualità del processo formativo dei nostri figli», scrive una delegazione di genitori in una lettera aperta protocollata dalla scuola.

È l'ennesima puntata della difficile questione della scuola Diaz-Manzoni, e dei plessi di via Plebiscito, via Macallè e via Santa Maddalena. Di smantellamento dell'istituzione scolastica dell'Antico corso si parla da anni. Almeno dal 2014, quando una relazione dei vigili del fuoco aveva evidenziato la necessità di mettere in sicurezza diverse parti del plesso. Da allora di chiusure ne sono arrivate una dietro l'altra: prima la classe di materna che non si è formata, poi i timori sulle classi di scuola media, e ancora il continuo faccia a faccia tra genitori e dirigente scolastica, in un rapporto non nuovo a tensioni. Domani mattina, alle 11.15, Aranzulla ha programmato una riunione aperta a mamme e papà, ma l'intenzione di molti sarebbe di non presentarsi come segno di protesta.

«Abbiamo l'impressione - dice una mamma, che preferisce rimanere anonima - che gli insegnanti si siano dimessi poiché, anche loro, non contenti della gestione della scuola negli ultimi anni. Il rischio concreto, coi numeri che sono stati comunicati, è di perdere l'autonomia ed essere costretti all'accorpamento». Secondo quanto appreso dai genitori, le iscrizioni per il prossimo anno sarebbero inferiori ai 600 alunni. Numero necessario, per legge, per rimanere un'istituzione scolastica indipendente, senza dovere essere aggregati ad altri istituti scolastici. «Le iscrizioni online dovrebbero essere circa 590, ma tanti genitori hanno presentato il modulo in forma cartacea e non sappiamo se siano stati registrati oppure no - continua la donna - Noi siamo stanchi di sentirci ripetere la favoletta dei problemi di sicurezza, vogliamo la verità sulle intenzioni per la nostra scuola, che rischia di sparire».

Le iscrizioni per l'anno scolastico 2018-2019 sono già chiuse e la sospensione delle attività extracurriculari, quindi, non influisce direttamente sul numero di persone che hanno scelto la Diaz-Manzoni per i loro figli. Perché, però, i professori si siano dimessi rimane una domanda senza risposta. Abbiamo provato a porla alla dirigente scolastica Concetta Valeria Aranzulla, ma la replica non lasciava spazio a ulteriori risposte: «Non avete alcun diritto di chiedermelo, non intendo rispondere a domande di giornalisti che non ho convocato personalmente».