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Auchan S. G. La Rena, stallo per la vertenza
«Da azienda nessun passo verso lavoratori»

La società non si muove dal salvaguardare il 50 per cento dei posti di lavoro. La novità è che 11 dipendenti hanno scelto l'esodo incentivato. Tutto il resto è rimasto immobile: «L'amministrazione non ha fatto nulla e le consorelle - lamenta Francesco Munzone della Filcams Cgil - non si sono sedute ai tavoli con noi»

Marta Silvestre

Era stata fissata per il 30 aprile, almeno secondo quanto reso noto dalla direzione, la data in cui il megastore Auchan di San Giuseppe La Rena avrebbe abbassato definitivamente le saracinesche. E, invece, oggi è stato il giorno di un incontro molto atteso sulla vertenza che riguarda i 101 lavoratori (in tutto, in realtà, sarebbero 108. Gli altri sette fanno parte della dirigenza: si tratta di capireparto, responsabili, direttori e funzionari aziendali) che continuano a restare in presidio nella galleria commerciale del punto vendita per evitare che si consumi «un vero dramma occupazionale». 

«Nessun passo avanti significato è stato fatto durante l'incontro di oggi - lamenta a MeridioNews Francesco Munzone, il responsabile del settore commercio di Filcams Cgil - L'azienda è rimasta ferma alla posizione assunta l'ultima volta quando ha dato la disponibilità a salvaguardare circa il 50 per cento dei posti di lavoro. Per noi - aggiunge - questo non è sufficiente: vogliamo una soluzione che tenga conto di tutto il personale». Mentre, al momento, una possibile soluzione pare possibile prospettarla solo per 55 dipendenti, mentre per i restanti 46 senza collocazione «il futuro si fa sempre più nero».

Unica novità di oggi, quando da quasi un mese l'attività dell'ipermercato è ferma, è la comunicazione dell'esito dei colloqui che ha portato undici lavoratori a scegliere l'esodo incentivato. Sugli altri dipendenti di uno dei primi centri commerciali di moderna concezione, che aprì i battenti a Catania circa 20 anni fa, continua a pendere la spada di Damocle. «Ci preoccupa questa condizione di stallo - aggiunge Munzone -  e vorremmo che l'azienda si dimostrasse più disponibile a qualche ulteriore forma di apertura». Tutto immobile anche sul fronte politico: nessuna conferenza dei servizi e nessun tavolo di crisi «come, invece, ci era stato promesso dal sindaco Enzo Bianco», ricorda il sindacalista.

Nell'attesa dell'aggiornamento con l'azienda della prossima settimana fissato per lunedì 7 maggio, «le aziende consorelle continuano a non tendere la mano ai lavoratori». Il riferimento è alle altre aziende riconducibili alla stessa proprietà di Auchan. «Finora soltanto Sma (Simply) ha messo sul tavolo 15 disponibilità di ricollocazione sul territorio, mentre Bricoman e Leroy Merlin non si sono nemmeno sedute ai tavoli con noi». Adesso, le sigle sindacali e i lavoratori stanno decidendo le prossime mosse. «L'intenzione è quella di rimanere in presidio nel centro commerciale ma anche di portare la protesta in centro per provare ancora a sensibilizzare cittadini e istituzioni e anche al Centro Sicilia e Etnapolis dove hanno sede le attività commerciali della altre società consanguinee». L'8 maggio la vertenza del centro commerciale etneo sarà all'ordine del giorno di un incontro nazionale, «sperando di trovare soluzioni percorribili per scongiurare la peggiore delle ipotesi», conclude Munzone.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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