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Maltempo, tre morti a Saponara
Rabbia in Rete: «Nessuno ne parla»

Luca Vinci, un bambino di dieci anni, è morto ieri assieme a Luigi e Giuseppe Valla, padre e figlio di 50 e 25 anni, a causa di una frana provocata dal maltempo che ha colpito la costa tirrenica. Fin dalle prime ore, i social network hanno informato e chiesto a gran voce attenzione ai media

Carmen Valisano

Tre morti – tra cui un bambino di dieci anni – e 400 millimetri di pioggia in un pomeriggio. Danni ancora da calcolare, le isole Eolie bloccate da lunedì. Fiumi di fango e detriti che sommergono strade e travolgono ogni cosa. Quello di ieri è stato per il Messinese un giorno che rimarrà per sempre scolpito nella memoria. A poche settimane dall’alluvione che ha colpito Genova e la provincia toscana, il maltempo ha provocato grossi danni nella provincia di Messina e non solo. Danni segnalati anche in Sardegna e Calabria.

Saponara è il paese più colpito. Tre i morti: il piccolo Luca Vinci e Luigi e Giuseppe Valla, padre e figlio di 50 e 25 anni, rimasti intrappolati nelle loro case travolte da una frana. Salve e sotto choc altre quattro donne. Secondo il sindaco del paese, Nicola Venuto, «non era una zona ritenuta a rischio quella in cui ieri si è verificata la tragedia». Ma anche a Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo la situazione è stata particolarmente critica. E mentre la pioggia si abbatteva incessantemente sulla costa tirrenica, migliaia di persone venivano aggiornate in tempo reale sulla situazione drammatica.

Un video che testimonia l’infuriare del fiume Longano a Barcellona Pozzo di Gotto viene in breve tempo condiviso da quasi seimila utenti su Facebook e in molti iniziano a chiedersi se l’attenzione dei media si sposterà su quella zona. Le immagini non meno inquietanti filmate proprio sul litorale si aggiungono ad una foto che vale più di mille parole e ottiene oltre seimila condivisioni.

Inizia allora un lungo passaparola, si chiedono informazioni, si domanda alle star di Twitter come Fiorello di condividere i messaggi della Protezione civile. Gli utenti del popolare social network, nel frattempo, si tengono aggiornati seguendo gli hashtag #piovebarcellona, #lacquadelsudnonsivede e #allertameteoME. Qualcuno ironizza sul silenzio dei media nazionali: «Saponara: "Ci fanno morire come i cani, come a Giampilieri" Il resto d'Italia: "Gian chi?"», scrive Adda, studentessa di Trapani. Su YouReporter arrivano numerosi filmati che mostrano la situazione a Milazzo (con le autrici che ringraziano il cielo perché la macchina travolta non è la loro), San Filippo del Mela e Villafranca tirrena.

Se i soccorsi si sono concentrati immediatamente sulle zone coinvolte, le edizioni serali dei tg principali – stando ai commenti pubblicati in giro sui social network – non dedicano attenzione adeguata alla situazione. Per tutta la serata e durante la notte, messaggi con richieste di alloggi e coordinamento dei primi volontari si sono susseguiti su moltissime bacheche. «Alluvione in provincia di Messina, ovviamente nessuno ne parla, quindi ci aiutiamo fra di noi», si legge assieme ai numeri per l'emergenza. Si chiedono le stesse misure adottate per Genova e si ritorna con la mente a Giampilieri e Scaletta Zanclea. Fino alla notizia del ritrovamento del piccolo Luca e poi dei suoi vicini di casa.

Se dopo Genova ci si è chiesti se è possibile morire a causa del maltempo nel 2011, da oggi la domanda rimbalza ovunque – dai computer alle coscienze – aggravata dal pensiero delle urla di una madre che non riesce a salvare il suo piccolo di dieci anni.

[Foto di Cuore Matto Cafè ByCentineo]

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